• Articolo Roma, 22 dicembre 2015
  • I risultati di un sondaggio di Greenpeace

    Trivelle, metà degli italiani voterebbero al referendum

  • Una opinione pubblica informata, preoccupata e contraria alle trivelle in Adriatico. Anche nel silenzio mediatico, il referendum raggiungerebbe il quorum

Trivelle metà degli italiani voterebbero al referendum

 

(Rinnovabili.it) – Gli italiani non vogliono le trivelle in mare, e per affermare questo diritto sono propensi a recarsi al voto se il referendum proposto e ottenuto dal Movimento No Triv arriverà a compimento. Lo sostiene un sondaggio di Greenpeace, uscito ieri e condotto dalla società di rilevazione Ixè. Secondo le risposte fornite dal campione intervistato, «un ampio numero di persone, prossimo al 50% degli interpellati, si dice pronto a votare i quesiti referendari che allontanerebbero l’ombra del petrolio dai nostri mari».

In un comunicato, l’associazione ambientalista dichiara che «Il sondaggio evidenzia come già oggi, a distanza di diversi mesi da un eventuale appuntamento elettorale per il referendum pro/contro trivellazioni, e nonostante la scarsa informazione mediatica, la maggior parte dei cittadini italiani abbia le idee chiare».

Leggendo i dati raccolti dall’Istituto Ixè, si evince che il 47% si dichiara certo di andare a votare. Secondo i calcoli di Greenepeace, «sommando a questo 47% una quota ulteriore di intervistati che ritengono largamente probabile la loro partecipazione al voto, il quorum sembra dunque essere un obiettivo raggiungibile». Non solo: tra i partecipanti alla votazione, il 47% si dichiara contrario alle trivelle in Adriatico. Solo il 18% è favorevole ad estrarre gas e petrolio dal mare, mentre il 29% è indeciso e il 7% non risponde.

 

Trivelle metà degli italiani voterebbero al referendum 3La paura principale è quella dell’inquinamento, ma subito dopo il rischio di terremoti. Un dato interessante, dal momento che l’Italia ufficialmente nega ancora ogni nesso fra trivelle ed eventi sismici sul suolo nazionale, anche a seguito delle numerose incongruità emerse dal processo scientifico-politico che ha portato l’Emilia Romagna a togliere la moratoria per le ricerche petrolifere votata sull’onda del terremoto del 2012.

Larga parte del campione – il 65% – è inoltre convinta che a beneficiare della eventuale scoperta di giacimenti in mare saranno soltanto le compagnie petrolifere, non i cittadini. Oltre la metà, il 54%, sa che la quota estratta sarebbe comunque irrisoria rispetto al fabbisogno nazionale. Quasi la metà degli intervistati, infine, è a conoscenza del referendum No Triv, anche se solo il 21% sostiene di essere stata adeguatamente informata. Dati che ripropongono i classici scenari delle consultazioni referendarie: una opinione pubblica contraria alle decisioni del governo e un sistema mediatico che non svolge il suo dovere di servizio pubblico.

Un Commento

  1. gfp
    Posted febbraio 21, 2016 at 9:00 am

    Anch’io sono favorevole al referendum. È un dovere e un diritto in un paese democratico. Basta attivare il popolo e svegliarlo prima che inquinino i nostri mari. Siamo nel 2016 dobbiamo sperimentare, destinare fondi alla ricerca perché un mondo senza petrolio è gia realtà. Alcuni già lo fanno. Basta crederci e lottare. Almeno lasceremo qualcosa di buono alle prossime generazioni.

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