• Articolo Belem, 4 luglio 2017
  • In pericolo la barriera corallina appena scoperta

    Le trivelle minacciano i coralli alla foce del Rio delle Amazzoni

  • Vi sono alte possibilità di una fuoriuscita di petrolio a 30 km dal reef scoperto pochi anni fa nel nordest del Brasile, ma le trivelle entreranno in azione entro quest’anno

trivelle

 

(Rinnovabili.it) – L’hanno osservata appena un anno fa, una barriera corallina di 1.000 km alla foce del Rio delle Amazzoni che potrebbe ospitare decine di specie tropicali mai conosciute fino ad oggi. Eppure, forse i biologi non avranno il tempo di studiarla e di proporre misure per la conservazione. Un consorzio di compagnie petrolifere guidato dal gigante francese Total e partecipato da altri big, come Petrobras e BP, ha intenzione di piazzare le trivelle in quella zona, sui 5 blocchi esplorativi ottenuti all’asta nel 2013. Il governo brasiliano, nel vortice dello scandalo di corruzione lava jato, è ormai noto per l’utilizzo allegro della compagnia petrolifera di stato e dei suoi sub-contractors come teste di ponte per la costruzione del consenso elettorale. L’inchiesta, nonostante le numerose pressioni, ha portato all’incriminazione di decine di politici e alti dirigenti di colossi aziendali come Petrobras. Che ora vuol tornare al lavoro per recuperare il terreno perso a causa dello scandalo, di cui hanno beneficiato i competitors.

 

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La sorte della barriera corallina è dunque poco importante per le compagnie petrolifere, assetate di oro nero le cui trivellerisorse, in quella zona – la cosiddetta Foz de Amazonas – vengono stimate dal governo in 15 miliardi di barili. Entro quest’anno, Total vuole attivare le trivelle, per iniziare a recuperare il petrolio da profondità abissali: si parla di 1.900 metri sotto il livello del mare, a 200 km dalla costa nordest, tra Macapà e Belem.

Nello studio di impatto ambientale presentato dalla capofila del consorzio, è contemplata con la probabilità del 20-30% una fuoriuscita di petrolio che coinvolgerebbe immediatamente il reef e la sua biodiversità, distanti appena 30 km.

L’esistenza di una barriera corallina nelle acque torbide alla foce del Rio delle Amazzoni era stata prevista già nel 1970, ma solo nel 2012 che si è avuta la certezza. All’inizio di quest’anno gli esperti hanno potuto filmarla e osservarla da vicino grazie ad una nave di Greenpeace. Serve tempo per documentare tutte le specie tra i coralli: secondo Science, soltanto le spugne sarebbero presenti in 61 specie diverse.

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