• Articolo Washington, 14 maggio 2018
  • Trump chiude il programma per il monitoraggio delle emissioni di CO2

  • ll Carbon Monitoring System (CMS) della NASA ha permesso di monitorare le emissioni di CO2 e di metano grazie agli strumenti satellitari e aeronautici

 

emissioni di CO2

(Photo by Drew Angerer/Getty Images)

Molti dei 65 progetti supportati dal CMS dal 2010 si sono concentrati sulle emissioni di CO2 delle foreste tropicali

(Rinnovabili.it) – Gli Stati Uniti eliminano il piano per monitorare le emissioni di CO2. L’amministrazione del Presidente Donald Trump è infatti andata nuovamente all’attacco delle politiche ambientali, cancellando il Carbon Monitoring System (CMS) della NASA che permetteva di monitorare le emissioni di CO2 e di metano. Lo riporta la rivista statunitense Science. Si tratta di un modello di ricerca prezioso, dal costo di 10 milioni di dollari l’anno, che ha premesso sino ad oggi grazie agli strumenti satellitari e aeronautici di monitorare a distanza il biossido di carbonio e il metano e di ricostruire in modelli in alta risoluzione dei flussi di emissioni di CO2 nel Pianeta. “Se non è possibile misurare le riduzioni delle emissioni, non si può essere certi che i Paesi aderiscano all’accordo”, ha detto a Science Kelly Sims Gallagher, direttrice del Centro per la politica internazionale dell’ambiente e delle risorse dell’Università di Tufts, che ha definito la decisione dell’amministrazione di porre fine al programma come “un grave errore”.

 

Molti dei 65 progetti supportati dal CMS dal 2010 si sono concentrati sul carbonio contenuto nelle foreste tropicali. Uno di questi progetti prevedeva una collaborazione tra la NASA e il Servizio forestale statunitense (U.S. Forest Service), in cui è stato creato un dispositivo di laser imager basato su aeromobili per quantificare le riserve di carbonio di queste aree verdi. “E’ stato completato un inventario del carbonio contenuto nelle foreste in Alaska ad una frazione del costo”, ha detto a Science il leader del team scientifico del CMS, George Hurtt. Molte nazioni in via di sviluppo sono state pagate per prevenire la deforestazione attraverso meccanismi come il programma REDD + delle Nazioni Unite, che si concentra sulla riduzione delle emissioni causate dalla deforestazione. Ma non è stato sempre possibile fidarsi dei dati sulle riduzioni di emissioni dichiarate da questi paesi, proprio perché gli strumenti per monitorare i cambiamenti delle foreste tropicali sono sempre stati limitati. La fine del CMS “significa che saremo meno in grado di monitorare i cambiamenti nel carbonio”, dice Stephen Hagen, uno scienziato senior presso Applied GeoSolutions a Newmarket, nel New Hampshire.

 

“Il tema della mitigazione del clima e del monitoraggio del carbonio non è forse la massima priorità ora negli Stati Uniti”, ha affermato Hurtt. “Ma è quasi ovunque”. Il lavoro di monitoraggio del carbonio continuerà in Europa, anche se gli Stati Uniti hanno ceduto la leadership nel processo. “Ci spariamo davvero sui piedi se lasciamo che altre persone sviluppino la tecnologia”, ha detto a Science Phil Duff, presidente del Woods Hole Research Center a  Falmouth, Massachusetts.

Un Commento

  1. TheQ.
    Posted maggio 19, 2018 at 9:44 am

    E se invece del muro costruissimo una bella cupola che racchiuda gli USA nella loro atmosfera? troppo comodo il muro anti-mesicani.
    Se sei contro sei contro anche a tortillas, tequila e nachos. Se sei inquinatore, inquinati da solo…

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