• Articolo Bruxelles , 16 dicembre 2011
  • Due progetti per il monitoraggio di CO2, metano e azoto

    UE: AMITRAN e INGOS tengono d’occhio le emissioni inquinanti

  • L’Unione europea ha dato il via libera ai due progetti di monitoraggio dei gas serra. Il bilancio dei dati servirà per organizzare politiche di salvaguardia ambientale

(Rinnovabili.it) – Due nuovi progetti finanziati dall’Unione europea si concentreranno sulla misurazione delle emissioni di gas serra. Uno dei due piani, battezzato AMITRAN (Assessment methodologies for ICT in multimodal transport from user behaviour to CO2 reduction) è stato strutturato per tenere sotto controllo i livelli di biossido di carbonio emesso dal comparto TIC, ovvero dalle tecnologie per l’informazione la comunicazione, e dagli STI (sistemi di trasporto intelligenti) in relazione a quanto prodotto nell settore trasporti. Ad AMITRAN collaborano partner provenienti da Belgio, Germania, Spagna, Paesi Bassi e Romania che sfrutteranno a vantaggio dell’ambiente il fondo da 1,9 milioni di euro ricevuto nell’ambito del 7° Programma Quadro. Attraverso le misure TIC si potrà diminuire l’intensità di carbonio collegata ai trasporti rendendo il servizio più sicuro ed efficiente, mettendo anche a disposizione degli utenti dei sistemi di calcolo della domanda di trasporto assicurandone l’affidabilità e migliorando la circolazione. Suggerendo gli itinerari migliori a seconda della destiazione impostata, i sistemi TIC integrati nei veciolo possono limitare la congestione del traffico, aiutare a scegliere metodologie di guida meno inquinanti oltre a favorire il pagamento di pedaggi autostradali e facilitare la ricerca di un parcheggio.

Il coordinatore del progetto AMITRAN, Gerdien Klunder dell’Organizzazione olandese di ricerca scientifica applicata (TNO), ha presentato il progetto dichiarando: “Gli STI sono un campo in rapida crescita nell’ambito del quale ci sono numerose tecnologie e applicazioni in corso di sviluppo e diverse già presenti sul mercato. Nonostante ciò, non c’è una metodologia sistematica che permetta agli scienziati di fare una stima delle potenziali emissioni di CO2 che l’uso di queste tecnologie potrebbe ridurre, e queste informazioni sono molto importanti per chi prende le decisioni, per esempio, nel contesto degli accordi sui cambiamenti climatici.”

Al termine del progetto sarà quindi possibile ottenere una lista dei punti fondamentali che serviranno da riferimento per la definizione di nuovi progetti partendo dalla conoscenza dei sistemi SIT come mezzo di riduzione delle emissioni inquinanti a carico del settore che si interessa dei trasporti dei passeggeri, trasporto stradale, navale e ferroviario.

Il secondo progetto si occuperà invece di valutare le emissioni di metano e di azoto. Battezzato INGOS (Integrated non-CO2 greenhouse gas observation system”) il progetto è finanziato con 8 milioni di euro dal 7° Programma Quadro e vanta la collaborazione di Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Spagna, Svezia, Svizzera, Regno Unito e Ungheria.