• Articolo Parma, 7 agosto 2019
  • L’Ue vieterà il Clorpirifos, l’insetticida legato a disturbi mentali nei bambini

  • L’Autorità europea per la sicurezza alimentare dell’Unione europea ha fornito parere negativo per il rinnovo della licenza dell’insetticida collegato all’insorgere di autismo e a bassi livelli cognitivi nei bambini.

clorpirifosSolo poche settimane fa, l’Agenzia di Protezione ambientale degli Stati Uniti aveva invece rigettato la richeista di bando del Clorpirifos

 

(Rinnovabili.it) – L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha fornito parare negativo sul rinnovo dell’autorizzazione all’utilizzo del Clorpirifos sul suolo comunitario. Secondo l’EFSA, l’insetticida, responsabile, secondo diversi studi scientifici, di danneggiare lo sviluppo cerebrale dei bambini, non soddisferebbe i criteri previsti dalla legislazione per il rinnovo della sua autorizzazione all’uso nell’Unione europea.

La valutazione dell’Autorità Eu per la sicurezza alimentare arriva a due settimane dalla decisione dell’Agenzia statunitense per la Protezione dell’Ambiente (EPA) che aveva inece rigettato la proposta di bando dell’insetticida avanzata da diverse sigle ambientaliste.

 

La revisione alla concessione d’uso del Clorpirifos in Ue terminerà formalmente a gennaio 2020; la Commissione europea, tuttavia, ha chiesto anticipatamente una dichiarazione scritta all’EFSA sulla base delle evidenze scientifiche acquisite in merito agli effetti sulla salute umana, che hanno messo in luce preoccupazioni su possibili effetti genotossici e neurologici durante lo dei bambini. Secondo l’EFSA. per il Clorpirifos non è possibile fissare un livello di esposizione sicuro o  un valore di riferimento tossicologico. Una valutazione che porterà probabilmente a un bando su territorio comunitario.

 

Diversa la situazione negli States, dove secondo il pronunciamento dello scorso luglio dell’EPA “esistono ancora dubbi sull’affidabilità dei dati scientifici che collegano l’uso dell’insetticida a disturbi della salute”.

 

In realtà, proprio dagli USA arrivano buona parte delle ricerche a sostegno della correlazione tra l’esposizione al Clorpirifos e l’insorgenza di patologie per donne in gravidanza, neonati e bambini: nel 2014, uno studio dell’UC Davis MIND Institute ha sottolineato il maggior rischio per le donne in gravidanza residenti nei pressi di coltivazioni in cui viene spruzzato il Clorpirifos di partorire bambini affetti da autismo; nel 2011, uno studio pubblicato sulla US National Library of Medicine spiegava che anche l’esposizione a bassi o medi livelli di Clorpirifos potesse essere collegato allo sviluppo di bassi quozienti d’intelligenza nei bambini; mentre nel 2015, la Berkeley University aveva evidenziato il collegamento tra l’esposizione all’insetticida e lo sviluppo di patologie respiratorie infantili.

 

Il caso del Clorpirifos non è l’unico che mostra differenze di trattamento tra l’Europa e gli Stati Uniti: una recente ricerca del Center for Biological Diversity pubblicata sulla rivista Environmental Health, spiegava come il sistema di protezione ambientale a stelle strisce si basi essenzialmente sull’autodisciplina delle aziende e non su forti proibizioni imposte dall’alto. Un sistema che porta inevitabilmente a scenari contrastanti: su oltre 544 milioni di tonnellate di pesticidi usati sul suolo USA nel 2016, circa 146 milioni di tonnellate sono prodotti proibiti nell’Unione europea. Nello specifico, l’EPA permette attualmente l’utilizzo di 72 prodotti già vietati o in procinto di divieto nell’Ue.

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