• Articolo Bruxelles, 12 marzo 2012
  • 26 i paesi membri a favore del piano anti emissioni

    UE: la Polonia blocca la Roadmap al 2050

  • Nulla di fatto per la Roadmap al 2050. Il voto contrario della Polonia blocca il documento ma non gli obiettivi dei 26 stati membri che si sono dichiarati a favore di un futuro low carbon entro il 2050

(Rinnovabili.it) – Si è svolto venerdì il Consiglio Europeo Ambiente, incontro durante il quale è stata esaminata la proposta di Roadmap definita per portare il pianeta verso un’economia a basse emissioni di carbonio entro il 2050. Nel documento, diverse proposte che definiscono traiettorie sostenibili ed economicamente efficaci che, rispettando tappe nazionali per ridurre le emissioni di inquinanti del 40% entro il 2030 e del 60% entro il 2040 puntano poi a raggiungere l’obiettivo zero emissioni entro la data stabilita. Le nazioni, facendo sempre riferimento ai rilevamenti di gas serra effettuati nel 1990 come proposto nel documento intitolato “Una tabella di marcia per il passaggio a un’economia competitiva a basse emissioni di carbonio nel 2050” redatto dalla Commissione europea punta quindi ad un futuro a basso impatto ambientale dove l’economia possa essere definita produttiva e al tempo stesso sostenibile.

Nonostante l’ok di 26 Stati Membri non è però stato possibile approvare il testo a causa del voto contrario della Polonia, che non ha accettato gli obiettivi di riduzione delle emissioni al 2030 affermando di non poter affrontare i cambiamenti richiesti visto che al momento il 90% della propria energia viene prodotta da centrali che sfruttano carburanti fossili. Appresa la notizia il Commissario per il Clima, Connie Hedegaard, ha dichiarato che nonostante la Polonia abbia nuovamente intralciato i negoziati per l’approvazione della Roadmap “questo non fermerà l’Europa nel procedere con la transizione ad un’economia a basso tenore di carbonio […]. La cattiva notizia è che la Polonia ha bloccato le conclusioni del Consiglio per la seconda volta – ha sottolineato il Commissario ricordando gli accadimenti del giungo scorso – La notizia buona e incoraggiante è che la Polonia è stato l’unico Paese a bloccare”, mentre i 26 hanno apertamente dichiarato di voler continuare nella riduzione e nell’abbattimento delle emissioni inquinanti in vista di un futuro green e di un’economia sostenibile.

Nonostante il nulla di fatto i 26 non si sono dichiarati completamente sfiduciati e commentando l’accaduto la Gran Bretagna ha affermato “Il risultato mostra che dobbiamo raddoppiare i nostri sforzi per spiegare alla Polonia che lo spostamento verso un’economia a basse emissioni di carbonio fa parte della crescita a lungo termine dell’Europa,” ha dichiarato Ed Davey, Segretario all’Energia al cambiamento climatico in un comunicato confermando che tale decisione non modificherà i piani ambientali e anti inquinamento del paese, che continuerà a rodurre i consumi enengetici e le emissioni nocive.