• Articolo Bruxelles, 29 agosto 2012
  • Adottato oggi il Libro verde “Conoscenze oceanografiche”

    Ue: mappare l’oceano per proteggerlo

  • L’europa propone una mappa dettagliata dei fondali di mari e oceani per stimolare la formazione di uovi posti di lavoro e nuove opportunità di sviluppo

(Rinnovabili.it) – Nuove opportunità di sviluppo e di lavoro potrebbero venire direttamente dai mari e dagli oceani. A darne notizia l’Europa che per sfruttare al massimo il potenziale marino senza dannegggiarne gli equilibri ha suggerito la redazione di una mappa dei fondali marini che ne descriva lo stato di salute evidenziato gli ambiti di sviluppo e di crescita. La Commissione europea ha quindi proposto di creare una mappatura dei fondali entro il 2020, dando così vita ad una banca dati completa e accessibile a tutti. Nel Libro verde “Conoscenze oceanografiche”, adottato oggi, la Commissione avvia una consultazione che rimarrà aperta fino al 15 dicembre 2012 per stabilire come realizzare al meglio il progetto.

Topografia, geologia, habitat ed ecosistemi saranno al centro delle indagini per disegnare la mappa che conterà anche informazioni sullo stato fisico, chimico e biologico della colonna d’acqua, accompagnate da dati relativi all’impatto delle attività umane e da previsioni oceanografiche. Maria Damanaki, Commissaria responsabile per gli Affari marittimi e la pesca, ha dichiarato: “L’economia europea può trarre beneficio da un approccio più strutturato alla conoscenza dell’ambiente marino. Tale approccio può migliorare la competitività di quanti operano nei nostri mari e sulle nostre coste nella misura di 300 milioni di euro all’anno e creare nuove opportunità per un valore di altri 200 milioni di euro all’anno. I vantaggi derivanti da una riduzione dell’incertezza sono più difficili da calcolare, ma si stima che, se fosse possibile ridurre del 25% annuo l’incertezza relativa al futuro innalzamento del livello dei mari, ciò consentirebbe ogni anno ai responsabili della protezione delle coste europee un risparmio di altri 100 milioni di euro. Una prima serie di progetti pilota ha dimostrato la fattibilità di tale approccio. Ci baseremo sugli insegnamenti tratti da queste esperienze.”

I mari oltre a fornire sostegno, a rappresentare un via di comunicazione e ad alimentare il settore turistico sono oggi più che mai una risorsa energetica ampiamente sfruttata in Europa e per tutti questi motivi una realtà da preservare anche al fine di evitare una catastrofe climatica.