• Articolo Londra, 16 luglio 2019
  • Uk: gli attivisti di Extinction Rebellion tornano in strada e occupano 5 città

  • Londra, Cardiff, Leeds, Glasgow e Bristol hanno visto migliaia di ambientalisti posizionarsi in punti strategici come ponti, piazze e svincoli per protestare contro l’immobilismo del Governo britannico sul fronte climatico

extinction rebellionDopo gli 11 giorni di proteste dello scorso Aprile, i manifestanti di Extinction Rebellion promettono una “rivolta d’estate”

 

(Rinnovabili.it) – Tornano in strada gli ambientalisti del movimento britannico Extinction Rebellion: ieri, in mattinata, circa 3 mila attivisti hanno occupato punti strategici delle reti di trasporto di cinque città nel Regno Unito, tra cui lo Strand, una delle principali arterie della capitale Londra.

 

A pochi mesi dalla rivolta di 11 giorni che, lo scorso Aprile, causò scontri violenti e numerosi arresti in tutto il Regno Unito, gli attivisti tornano in piazza per chiedere misure concrete a contrasto del cambiamento climatico. A Londra, Glasgow, Leeds, Cardiff e Bristol centinaia di persone hanno posizionato delle piccole barche colorate in alcune delle piazze e dei ponti crocevia della città e si sono seduti a terra inneggiando slogan e canti, bloccando di fatto il traffico cittadino.

 

Secondo il gruppo ambientalista, il Governo Uk dovrebbe varare azioni per limitare la perdita di biodiversità e fissare l’obiettivo zero emissioni nette per il 2025. A inizio Giugno, anche a seguito della crescente attenzione dell’opinione pubblica, il primo ministro uscente Theresa May aveva annunciato la proposta di Legge con cui il Regno Unito diveniva il primo Paese dei G7 a fissare l’obiettivo zero emissioni entro il 2050.

 

A Londra, circa 250 ambientalisti di Extinction Rebellion, scortati da una quindicina di camionette della polizia, si sono riuniti di fronte alla Royal Courts of Justice in segno di protesta e vicinanza verso gli oltre 1.000 attivisti ritenuti perseguibili di reati contro l’ordine pubblico durante le manifestazioni dello scorso Aprile.

 

Dopo la nostra campagna ad Aprile, il Parlamento ha dichiarato l’emergenza climatica ma non è stata presa nessuna contromisura in merito. Siamo qui per ricordare a tutti che le azioni parlano più forte delle parole“, ha spiegato uno dei portavoce del movimento.

 

In ogni città la protesta si sta concentrando su un tema specifico: l’innalzamento dei mari, le inondazioni, gli incendi, il rischio di danneggiamento dei raccolti e le temperature estreme. Gli attivisti hanno annunciato che porteranno avanti forme creative di disobbedienza civile e hanno avvisato il Governo di prepararsi ad affrontare una vera e propria “rivolta estiva”.

 

A Londra l’occupazione dello Strand dovrebbe durare l’intera giornata, per poi spostarsi in altre piazze e svincoli della capitale nei prossimi giorni; a Bristol, il Bristol Bridge è stato chiuso a causa dell’avanzata degli ambientalisti, tra cui si contano decine di bambini, che hanno annunciato l’occupazione del ponte per i prossimi 4 giorni.

 

La polizia del Galles ha confermato l’occupazione di numerose strade a Cardiff dove i manifestanti stanno organizzando assemblee cittadine per discutere dei temi e delle sfide poste dal cambiamento climatico, mentre a Leeds, gli attivisti hanno fissato le proprie tende sul Victoria Bridge, uno dei ponti sul fiume Aire, la principale arteria commerciale della città.

 

Solo pochi giorni fa, il segretario generale dell’OPEC, Mohammed Barkindo aveva definito i movimenti ambientalisti Fridays for Future e appunto Extinction Rebellion le due maggiori minacce per l’industria del petrolio. Un’affermazione subito trasformata in fregio da Greta Thunberg, la 16 enne svedese che sta ispirando una generazione di giovanissimi con il suo Strike for Climate, che in un tweet ha accolto le parole di Barkindo come “il miglior complimento ricevuto finora”.

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