• Articolo Longanet, 20 ottobre 2011
  • Un progetto che sarebbe dovuto durare 4 anni

    UK, stop al progetto per la commercializzazione del CCS

  • Il progetto per lo sviluppo di una tecnologia CCS commercializzabile è stato fermato dal DECC che annuncia un fondo da un miliardo per lo sviluppo di progetti energetici alternativi

(Rinnovabili.it) – Futuro in bilico per il CCS britannico. Nonostante il Governo sia impegnato per lo sviluppo della tecnologia appare ormai impossibile portare a termine i piani che prevedevano un progetto della durata di 4 anni, finanziato con fondi pubblici, per testare la tecnologia del Carbon Capture and Storage (CCS-cattura e stoccaggio della CO2).

Il Consorzio del CCS voluto dalla ScottishPower, National Grid e Shell ha subito un brutto colpo dopo che il Dipartimento per l’Energia e il Cambiamento Climatico (DECC) ha deciso di non procedere oltre con la fase di costruzione del sistema di prova. Il progetto, da localizzare a Longannet, in Scozia, avrebbe dovuto dar vita ad un impianto commercialmente valido, ma al momento il DECC ha stabilito che prenderà un miliardo di sterline per dar vita ad un ulteriore finanziamento per progetti concernenti la produzione di energia che Chris Huhne, segretario all’energia, ha così commentato “Il CCS è una tecnologia chiave per la strategia a lungo termine del Regno Unito. Nonostante tutti coloro che lavorano molto duramente, non siamo riusciti a raggiungere un accordo soddisfacente per un progetto a Longannet in questo momento, quindi abbiamo preso la decisione di perseguire sviluppando progetti alternativi”.

Esprimendosi a nome del consorzio, il direttore della ScottishPower addetto alla generazione, Hugh Finlay, ha dichiarato: “Attraverso i nostri sforzi congiunti abbiamo visto questa tecnologia che potenzialmente potrebbe cambiare il mondo svilupparsi da un concept di laboratorio ad un progetto definitivo che potrebbe essere implementato”.