• Articolo Londra, 23 maggio 2018
  • Uk: il nuovo piano anti-inquinamento manca il bersaglio

  • Il segretario all’Ambiente Michael Gove presenta la Clean Air Strategy promettendo grandi risultati. Ma il piano suona vuoto e le critiche non tardano ad arrivare

piano anti-inquinamento

 

 

Lotta al particolato e all’ammonica al centro del piano anti-inquinamento britannico

(Rinnovabili.it) – A pochi giorni dal deferimento della Gran Bretagna davanti alla Corte di giustizia UE per la violazione delle norme sulla qualità dell’aria, Londra presenta il suo nuovo piano anti-inquinamento nazionale. Il segretario all’Ambiente, Michael Gove, ha pubblicato ieri sul sito del ministero la Clean Air Strategy, pacchetto di indicazioni e misure per combattere smog e contaminanti atmosferici.

Nonostante sul Paese si proietti l’ombra di una salta multa per non aver rispettato in questi anni le leggi sulle emissioni di biossido di azoto, per il futuro il governo promette di fare più e meglio, superando gli stessi obiettivi comunitari che si appresta a lasciarsi alle spalle. “L’inquinamento atmosferico è la quarta più grande minaccia alla salute pubblica dopo il cancro, l’obesità e le malattie cardiache e la nuova strategia del governo – si legge nella nota stampa ufficiale – stabilisce come andremo oltre e più rapidamente dell’UE nel ridurre l’esposizione umana all’inquinamento da particolato. Queste proposte si aggiungono al programma governativo da 3,5 miliardi di sterline per diminuire l’inquinamento atmosferico causato dai trasporti su strada e dai veicoli diesel, stabilito a luglio dello scorso anno”.

 

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Nel dettaglio la Clean Air Strategy stabilisce alcuni obiettivi di massima su cui indirizzare le azioni future. A partire dal vago “entro il 2025 dimezzeremo il numero di persone che vivono in luoghi dove le concentrazioni di particolato sono superiori al limite, stabilito dall’OMS, di 10 microgrammi / m3”. Il piano anti-inquinamento prevede anche l’introduzione di una nuova legislazione che fornisca alle autorità locali i poteri per migliorare la qualità dell’aria e garantisca che “solo i combustibili domestici più puliti siano disponibili alla vendita”. Per la prima volta, inoltre, Londra s’impegna a intraprendere azioni concrete contro le emissioni di ammoniaca in agricoltura.

 

La strategia non convince tutti e le prime critiche non sono tardate ad arrivare. A cominciare dal Guardian che nel suo editoriale va diritto al punto “Il principale contributo alla crisi della qualità dell’aria, che vede migliaia di vite finite prematuramente, è il trasporto su strada,  un argomento sul quale il signor Gove ha stranamente poco da dire”. “È anche audace – continua il quotidiano britannico – sostenere, come ha fatto il segretario dell’ambiente, che la ‘Brexit ci permetterà di ripulire l’aria della Gran Bretagna’, quando piano anti- inquinamento atmosferico del suo governo è stato respinto dai giudici per tre volte perché non è riuscito a rispettare i limiti di legge fissati dalla UE otto anni fa. Diventa oltraggioso quando si comprende che la strategia di Gove è una risposta a una legge europea sulla qualità dell’aria che fissa obiettivi di riduzione delle emissioni legalmente vincolanti per cinque inquinanti”.

 

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