• Articolo Pisa, 10 luglio 2012
  • Obiettivo: ridurre del 75% l'uso dei fitofarmaci chimici di sintesi

    Un esercito di robot in aiuto all’agricoltura sostenibile

  • Il progetto Rhea, a cui partecipa l’Università di Pisa, punta alla realizzazione di una flotta di robot per la gestione sostenibile e mirata delle colture agrarie

(Rinnovabili.it) – Droni volanti sorvegliano le piantagioni dall’alto mentre una flotta di robot “contadini” si prende cura delle colture dichiarando guerra alla specie infestanti. No, non si tratta di un racconto inedito dello scrittore di fantascienza Isaac Asimov. Ad immaginare questa agricoltura futuribile è invece il dipartimento di Agronomia e Gestione dell’Agroecosistema dell’Università di Pisa che all’interno del progetto di ricerca RHEA (Robot fleets for Higly Effective Agriculture and forestry management) sta mettendo a punto degli automi da destinare ai campi di domani.

Oltre all’ateneo toscano collaborano a RHEA altri 14 partner europei. Un ricco parterre di università centri di ricerca, società spin-off e società private che hanno unito competenze diverse come l’ingegneria elettronica, la robotica, l’informatica, l’agronomia, la meccanica agraria e le telecomunicazioni. A spiegare l’obiettivo del progetto Andrea Peruzzi professore di Meccanica agraria dell’Università di Pisa:

“Il progetto quadriennale RHEA è partito nel 2010 e punta alla realizzazione di una flotta di robot per la gestione sostenibile e mirata delle colture agrarie con l’obiettivo di ridurre del 75% l’uso dei fitofarmaci chimici di sintesi rispetto alla situazione attuale”.

Per raggiungere questo green target ci vuole un green team. O più precisamente un “green army” composto di unità aeree e terrestri in comunicazione fra loro, le prime impegnate nelle ricognizioni, le seconde sentinelle proattive delle colture; nel dettaglio, robot aerei a quattro eliche dotati di GPS e di fotocamera acquisiranno le informazioni di base, come ad esempio la localizzazione delle erbacce infestanti trasmettendo alle tre tipologie di robot terrestri le successive azioni da compiere: il diserbo chimico del frumento, il diserbo non chimico del mais e la distribuzione di insetticidi su olivo. E proprio sulla seconda tipologia di automa che sta lavorando l’ateneo pisano.

“Qui al Centro Interdipardimentale di Ricerche Agro-Ambientali “E. Avanzi” e al Dipartimento di Agronomia e Gestione dell’Agroecosistema – continua il professor Peruzzi – stiamo lavorando alla realizzazione di un’operatrice autonoma per il controllo delle infestanti del mais in grado di operare trattamenti meccanici, termici (pirodiserbo)”.

Un sistema di visione artificiale ed un software in grado di “imparare” daranno al robot la specifica mission, garantendo interventi mirati ed efficienti.