• Articolo Firenze, 30 ottobre 2012
  • Un patto per l’acqua: le scuole toscane a lezione di “impronta idrica”

  • Il progetto regionale è sostenuto con 440mila euro e prevede percorsi formativi nelle scuole toscane

Se è vero, come è vero, che l’acqua è un bene a rischio e che le cause non risiedono solo nei cambiamenti climatici ma anche negli sprechi di una risorsa così essenziale, educare i piccoli serve anche per educare i grandi”. Così Stella Targetti, vicepresidente della Regione Toscana e assessore all’istruzione, motivando una delibera da lei stessa presentata nell’ultima Giunta: sono gli indirizzi per attuare, nelle scuole toscane, interventi di educazione ambientale finalizzati proprio a promuovere “comportamenti virtuosi nei confronti della risorsa acqua”.

 

Il progetto regionale (“Un patto per l’acqua“) è sostenuto con 440 mila euro e prevede percorsi formativi nelle scuole toscane che dovranno concludersi entro il maggio 2013. Si inizia con “azioni formative” per 35 operatori (tante, in Toscana, sono le Conferenze zonali per l’istruzione): questi “tutor” dovranno poi realizzare “incontri formativi” rivolti agli insegnanti. In ogni scuola, di ogni ordine e grado, saranno effettuate attività formative e informative per promuovere “buone pratiche sul risparmio idrico”. Al centro delle iniziative i cambiamenti climatici, il concetto di “impronta idrica”, la messa a punto di moduli educativi sul tema acqua.

 

“Durante il percorso fatto sui banchi – conclude Stella Targetti – bambini e ragazzi avranno la possibilità di imparare buone pratiche sull’acqua che potranno essere preziose anche per i genitori”. Fra le indicazioni che certo, nel concetto di impronta idrica, saranno fornite dal progetto regionale in base a quanto da tempo elaborato (ad esempio dal Water Footprint Network) quelle relative alla quantità di acqua necessaria per realizzare beni di normalissimo consumo: dal bicchiere di birra (300 litri) alla tazza di caffè (140 litri), dall’hamburger (2.400 litri) al paio di jeans (6.800 litri), da un semplice foglio di carta (125 litri) a una t-shirt (1.500 litri). E se il rubinetto – in casa o a scuola, in ufficio o in fabbrica – perde? Bisogna vedere quanto: con una semplice goccia al minuto se ne vanno via, ogni mese, 864 litri che diventano 1.930 se le gocce sono, ogni minuto, 9o. E forse non è male ricordare che ci sono certe realtà, in Africa, dove il consumo medio pro-capite di acqua non raggiunge gli 8 litri al giorno.