• Articolo New York, 31 ottobre 2017
  • Inchiodate dal rapporto di Thomson Reuters

    Un terzo delle emissioni è colpa di sole 250 aziende

  • Le prime 250 aziende quotate in borsa sono responsabili di oltre il 30% delle emissioni globali. Ma non stanno collaborando alla riduzione dell’inquinamento

emissioni

 

Sono la causa delle emissioni ma non vogliono essere la soluzione

 

(Rinnovabili.it) – Sporcano molto e non ripuliscono. Le prime 250 compagnie quotate al mondo sono responsabili di un terzo di tutte le emissioni di gas serra, ma poche di loro si sono date obiettivi efficaci per limitare l’aumento delle temperature globali. Secondo un nuovo rapporto di Thomson Reuters, insieme a Constellation Research & Technology, CDP e BSD Consulting, i vertici della classifica sono occupati da  Coal India, Gazprom ed Exxon Mobil. Lo studio misura sia la CO2 emessa dalle aziende che dai consumatori che utilizzano i loro prodotti.

«Senza una continua riduzione delle emissioni da parte di questo gruppo di imprese – spiega il paper – non è possibile ridurre efficacemente i rischi a lungo termine dei cambiamenti climatici». Un modo chiaro e semplice per fornire un quadro desolante: negli ultimi tre anni l’inquinamento da gas climalteranti provocato dalle 250 imprese è rimasto pressoché invariato, mentre avrebbe dovuto essere ridotto del 3% l’anno per centrare gli obiettivi dell’accordo di Parigi.

>> Leggi anche: Nuovo record per la CO2 in atmosfera nel 2016 <<

Solo il 30% delle compagnie ha fissato obiettivi forti per frenare la deriva, numero che indica come il settore privato emissionisia troppo poco coinvolto nel patto sul clima siglato da 196 nazioni nel 2015. Eppure, 250 gruppi sono relativamente pochi, e andrebbero spinti a collaborare agli sforzi per mantenere le temperature globali ben al di sotto dei +2 °C entro il 2100 rispetto ai livelli preindustriali.

Secondo Tim Nixon, di Thomson Reuters, co-autore dello studio, non ci sono prove che politiche stringenti per ridurre le emissioni abbiano causato danni economici in termini di rendimento per gli azionisti, profitti o occupazione. Tradotto: la transizione energetica non è così costosa per chi la sta già mettendo in atto. Anche tra i colossi industriali più inquinanti. Al contrario, i casi studio contenuti nel dossier, che hanno riguardato Xcel Energy, Ingersoll Rand e Total, mostrerebbero che chi ha adottato misure forti per tagliare la CO2 ne ha perfino ricavato vantaggi significativi.

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