• Articolo Londra, 15 settembre 2011
  • Ad ottobre il primo test a 1km d’altitudine

    Un vulcano artificiale per l’esperimento salva clima

  • L’ultima spiaggia per combattere il Global Warming? Mongolfiere giganti che deviano i raggi solari rilasciando una sospensione di particelle chimiche “ligth-proof”

(Rinnovabili.it) – Le geoingegneria non smette di stupire. L’ultimo piano B per il salvataggio del Pianeta dagli effetti del surriscaldamento globale arriva da un team di scienziati britannici di Oxford e Cambridge ed ha ancora una volta dell’incredibile. La squadra di ricercatori sta studiando la possibilità di realizzare un “vulcano artificiale” da “lanciare” nella stratosfera che possa, con le sue eruzioni, rilasciare quotidianamente delle particelle schermanti i raggi solari. L’idea sarebbe quella di creare una speciale mongolfiera gigante – della stessa ampiezza dello stadio britannico di Wembley – da lasciar sospesa a ventimila metri di altezza tramite un lunghissimo tubo; attraverso quest’ultimo, ogni giorno verrebbero trasportate e quindi rilasciate nello strato atmosferico centinaia di tonnellate di particelle di argilla, sali o ossidi metallici e acqua. La sospensione di goccioline, spiegano gli scienziati, impedirebbe parzialmente il passaggio dei raggi solari.

Una prima prova si svolgerà ad ottobre in un aeroporto in disuso a Sculthorpe, a nord di Norfolk, con un dirigibile a “palloncino”, dello stesso tipo impiegato normalmente dalle agenzie pubblicitarie. Il vulcano prototipale sarà portato in realtà ad altitudine di soli 1.000 metri e sarà collegato a terra con un semplice tubo da giardinaggio che scaricherà in aria soltanto acqua. Impiegando 10-20 vulcani galleggiati, in grado di riversare nell’atmosfera 10 milioni di tonnellate di particelle ognuno, si potrebbe ottenere un calo globale 2 °C della temperatura, sostengono gli scienziati. Per quanto non esente da criticità, il progetto ha ricevuto l’appoggio di sir Martin Rees, l’ex-presidente della Royal Society, che nel 2009 si è detto favorevole al ricorso alla geoingegneria in mancanza di risultati concreti dal fronte politico.