• Articolo Apia, 3 settembre 2014
  • Un rapporto presentato ad inizio settimana

    L’Unep ricorda: il cambiamento climatico minaccia le piccole isole

  • Minacciate dal cambiamento climatico le piccole isole del SIDS devono correre ai ripari puntando alla Blue Green Economy, lo dichiara l’Unep

cambiamento climatico(Rinnovabili.it) – Un nuovo rapporto dell’UNEP, pubblicato lo scorso primo settembre, ha sottolineato l’importanza della salvaguardia delle piccole isole, minacciate dal cambiamento climatico.

Parlando di Blue-Green Economy il Programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite ha suggerito l’adozione di strategie ad hoc che preservino le diverse realtà dalle minacce collegate all’innalzamento della temperatura concentrando gli sforzi sulla diffusione delle tecnologie pulite, l’efficienza delle risorse e il consumo sostenibile.

Le realtà facenti parti degli Small Island Developing States (SIDS) affrontano quotidianamente le difficoltà legate all’innalzamento della temperatura globale e dei livelli del mare oltre che agli eventi meteo di potenza straordinaria.

 

Qualora le temperature globali continuassero ad aumentare, fa sapere l’UNEP basandosi sui dati contenuti nel rapporto IPCC, il livello delle acque potrebbe salire di circa un metro, compromettendo le attività costiere di numerose realtà costiere e costringendo intere popolazioni ad abbandonare le proprie case andando a destabilizzare gli equilibri di 52 isole che se sommate non rappresentano neanche l’1% delle emissioni inquinanti mondiali.

“L’isolamento e la lontananza unitamente ai cambiamenti climatici, le catastrofi naturali e il fenomeno dell’emigrazione significano che anche la vita dell’isola stessa è minacciata” ha dichiarato il Sotto Segretario Generale dell’Onu e Direttore esecutivo dell’UNEP Achim Steiner nella prefazione alla relazione oggetto delle discussioni affrontate lunedì a Apia, nelle isole Samoe, dove si è svolta la Terza Conferenza Internazionale sulle SIDS. “Gli shock finanziari globali e l’aumento del carburante e dei prezzi alimentari significa che i settori economici, anche di base, come il turismo, diventano vulnerabili se si adotta un approccio business-as-usual”.

 

Le nazioni caraibiche stanno già tentando il passaggio alla green economy notando benefici immediati. Grazie al sostegno della Banca di sviluppo dei Caraibi si sta infatti cercando di portare avanti strategie di contenimento dei danni in caso di eventi meteo estremi e di produzione di energia a basso impatto ambientale come mezzo per ridurre la dipendenza dal petrolio e dalle importazioni di carburanti inquinanti dall’estero.

Stessa sorte stanno vivendo le famiglie del Pacifico, dove circa un quinto di quello che si guadagna viene impiegato per pagare i costi energetici, costi che ad esempio per l’elettricità si rivelano essere 400 volte superiori rispetto a quelli pagati negli Stati Uniti.

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