• Articolo Parigi, 28 novembre 2018
  • UNEP: emissioni di gas serra record nel 2017

  • Nel suo nono rapporto annuale, l’UNEP rivela che nel 2017, dopo tre anni di calo, le emissioni di gas serra annuali hanno raggiunto il livello record di 53,5 miliardi di tonnellate

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Il vice direttore esecutivo dell’UNEP, Joyce Msuya.

 

Se il gap delle emissioni di gas serra non sarà risolto al 2030, impossibile contenere la temperatura sotto i 2 °C

 

(Rinnovabili.it) – Le emissioni globali di gas serra nel 2030 potrebbero essere tra 13 e 15 miliardi di tonnellate in più del livello necessario a mantenere il riscaldamento globale entro i 2 °C. La rivelazione per nulla confortante arriva dal nono rapporto annuale dell’UNEP Emissions Gap Report, che ha analizzato l’incidenza degli obiettivi e delle politiche di riduzione delle emissioni nei vari paesi e valutato quanto essi siano sufficienti a limitare l’aumento della temperatura media globale a una soglia più sicura al di sotto dei 2 °C. Secondo quanto rilevato dal rapporto, nel 2017, dopo tre anni di calo, le emissioni di gas serra annuali hanno raggiunto il livello record di 53,5 miliardi di tonnellate. Con le attuali politiche climatiche si può aspirare a una riduzione delle emissioni fino a 6 miliardi di tonnellate entro il 2030, che implica un riscaldamento globale di circa 3 °C entro il 2100 e superiore in seguito. “Se questo gap non sarà risolto entro il 2030 – si legge nel rapporto – è molto plausibile che l’obiettivo di contenimento della temperatura al di sotto dei 2 °C sia anch’esso fuori portata”.

 

>>Leggi anche WMO, emissioni di gas serra a livelli record<<

 

Secondo gli esperti, dunque, per mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 2 °C, i paesi devono triplicare i loro sforzi attuali, sforzi che invece dovrebbero quintuplicare per l’obiettivo più ambizioso di 1,5 °C, così come suggerito dall’ultimo report dell’IPCC. Attualmente, però, le 20 maggiori economie del mondo (il G20), ammonisce il rapporto dell’UNEP, non sono affatto sulla buona strada per soddisfare i loro impegni al 2030; i progressi compiuti dai vari paesi nella riduzione delle loro emissioni, i cosiddetti contributi a livello nazionale, così come definito dagli Accordi di Parigi, sono stati finora insufficienti.

 

Il rapporto dell’UNEP arriva pochi giorni prima della conferenza sul clima di Katowice e un mese dopo la pubblicazione del report IPCC. “Se il rapporto dell’IPCC rappresentava un allarme antincendio globale – ha detto in una nota il vice direttore esecutivo dell’UNEP, Joyce Msuyaquesto rapporto è l’indagine dolosa. La scienza è chiara e i governi devono muoversi più velocemente e con maggiore urgenza. Stiamo alimentando questo fuoco mentre i mezzi per estinguerlo sono a portata di mano”.

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