• Articolo Washington, 10 gennaio 2020
  • USA: a rischio il NEPA, la legge sull’impatto ambientale

  • L’amministrazione Trump proporrà al Congresso delle modifiche all’applicazione del National Environmental Policy Act, la legge del ’70 nata per creare e mantenere condizioni in cui uomo e natura possano esistere in armonia produttiva. Tra le proposte, l’eliminazione degli impatti ‘cumulativi’ legati ai cambiamenti climatici.

NEPA

Credits: Yinan Chen da Pixabay

Le modifiche sull’applicazione del NEPA vedono l’esclusione dei progetti privati dalla valutazione di impatto ambientale

 

(Rinnovabili.it) – L’amministrazione Trump ha annunciato questa settimana ampie modifiche al National Environmental Policy Act (NEPA), una legge ambientale che si è dimostrata essere un ostacolo agli sforzi del presidente USA per accelerare l’estrazione di combustibili fossili e la costruzione di autostrade, aeroporti e condutture in tutto il territorio degli Stati Uniti.

 

Ai sensi del National Environmental Policy Act, firmato da Richard Nixon nel 1970, tutti i principali progetti infrastrutturali devono essere sottoposti a valutazione d’impatto ambientale da parte di agenzie competenti. Il NEPA è stato la prima legge ambientale degli Stati Uniti, nata per creare e mantenere condizioni in cui uomo e natura possano esistere in armonia produttiva. Ad esempio, proprio attingendo al NEPA, l’Agenzia per la protezione dell’ambiente ha sollevato un’obiezione al gasdotto Keystone XL, progettato per portare petrolio dal Canada negli Stati Uniti, costringendo l’ex presidente Obama ad annullare il progetto.

 

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L’amministrazione USA non ha il potere di cambiare l’atto del Congresso ma, come ha già fatto in precedenza per l’Endangered Species Act, può cambiare le regole della sua applicazione e proprio in questa direzione vanno i cambiamenti proposti da Trump. Le modifiche, soggette ad un periodo di revisione pubblica di 60 giorni prima di entrare in vigore, innalzerebbero la soglia per i progetti che richiedono una valutazione di impatto ambientale, escludendo quelli finanziati in tutto o in parte dal settore privato, come nel caso di numerosi oleodotti. Inoltre, alle agenzie federali verrebbe chiesto di completare le loro analisi in quattro anni, rispetto ai due anni e mezzo che attualmente hanno a disposizione.

 

“Nel corso degli anni, l’implementazione della NEPA è diventata sempre più complessa e richiede tempo”, ha affermato Mary Neumayr, direttore del Consiglio per la qualità ambientale, aggiungendo che le valutazioni per i progetti autostradali stanno attualmente impiegando più di sette anni e alcuni studi si estendono per più di un decennio.

 

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L’amministrazione vuole anche rimuovere i requisiti per esaminare gli impatti ‘cumulativi’ dei progetti che, se scomparissero, escluderebbero dai criteri la valutazione sui/dei cambiamenti climatici, anche se la proposta non eliminerebbe la considerazione delle emissioni di gas a effetto serra dalle analisi NEPA. In altre parole, la definizione di impatti ambientali sarebbe ridotta a quelli che sono ‘ragionevolmente prevedibili’ e hanno ‘una relazione causale ragionevolmente stretta’.

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