• Articolo Hanoi, 15 gennaio 2013
  • Un rapporto della Dara

    Vietnam: il climate change riduce il PIL

  • A causa dei danni portati dal cambiamento climatico il Vietnam ha perso 5 punti percentuali di PIL. Il governo per difendere agricoltura e pesca sta organizzando nuovi programmi di sostegno

(Rinnovabili.it) – Il cambiamento climatico sta portando problemi in tutto il mondo, ma una delle nazioni che in questo momento sembra risentirne di più è il Vietnam. Danni ingenti calcolati in circa 14 miliardi di dollari l’anno, rivela uno studio internazionale pubblicato oggi, stanno affliggendo il paese la cui economia è in difficoltà per via dei danni ambientali provocati dal global warming.

 

L’edizione digitale del quotidiano “Saigon Liberation” riporta i risultati di un monitoraggio di vulnerabilità climatica condotto dal Gruppo internazionale Dara, di Madrid.

Viene assegnata al clima che cambia la perdita del 5% del prodotto interno lordo e le previsioni temono che entro il 2030 la caduta del PIL possa toccare l’11%, con valore approssimativo di 165 miliardi di dollari.

Le alterazioni climatiche e le conseguenze che ne derivano ovvero inondazioni, frane, temperature instabili e imprevedibili sono la causa di ingenti danni a settori di vitale importanza per l’economia nazionale come la pesca e l’agricoltura che vanno protetti e sostenuti.

Nel rapporto l’impatto globale più significativo, che sta influendo negativamente sulla produttività, pare essere l’aumento eccessivo della temperatura. Il governo infatti ha dichiarato di riconoscere nella lotta al cambiamento climatico una delle soluzioni per risanare l’economia nazionale e per garantire alla popolazione la sicurezza alimentare ed energetica di cui necessita. Per questo il Vietnam ha deciso di impegnare parte delle risorse continuando a dare seguito alla strategia nazionale presentata nel 2012, che punta alla riduzione delle emissioni e all’espansione della rete oltre che all’aumento della produzione. Tra gli obiettivi principali dell’iniziativa la riduzione delle emissioni nocive, l’introduzione di tecnologie di produzione pulite e la promozione dell’uso di fonti energetiche rinnovabili.