• Articolo Roma, 8 maggio 2018
  • Violazione antismog, l’Italia sta per essere deferita dalla Commissione Ue alla Corte di Giustizia

  • Oltre l’Italia altri cinque paesi tra cui Germania, Francia e Gran Bretagna, Ungheria e Romania finiranno davanti il tribunale europeo

Torino Smog

La violazione antismog riguarda il superamento dei limiti di biossido di azoto (NO2) e di particolato (Pm10)

(Rinnovabili.it) – La prossima settimana la Commissione europea sarebbe pronta a deferire l’Italia e altri cinque Paesi (Germania, Francia, Gran Bretagna,Ungheria e Romania) per la violazione delle norme antismog. Sono mesi che l’Europa attende questa decisione più volte rimandata. Secondo fonti Ansa, tuttavia, la decisione arriverà domani e sarà annunciata giovedì 17 maggio.

I Paesi che dovrebbero essere interessati dal provvedimento sarebbero sei tra i nove che erano stati convocati d’urgenza a Bruxelles alla fine dello scorso gennaio a causa delle ripetute violazioni della normativa Ue sulla qualità dell’aria, in particolare dei limiti di biossido di azoto (NO2) e di particolato (Pm10). Lo scorso 30 gennaio infatti era stato il Commissario Ue  per l’ambiente, Karmenu Vella, a convocare a Bruxelles nove stati membri, Repubblica ceca, Germania, Spagna, Francia, Ungheria, Romania, Slovacchia, Regno Unito e Italia, per discutere riguardo il problema dell’inquinamento atmosferico che intossica le nostre città. Sul tavolo erano stati affrontati i temi che riguardano le procedure di infrazione sul superamento dei limiti di smog.

 

“Le scadenze sono passate da tempo – aveva detto il commissario maltese Karmeneu Vella – e non possiamo permetterci altri ritardi. Il problema va affrontato con tutta l’urgenza necessaria. Perché, stima la Commissione, in Europa ogni anni 403 mila decessi prematuri sono attribuibili all’inquinamento dell’aria. Solo il nostro Paese ne conta 60 mila”. Nonostante la volontà mostrata dall’Italia di offrire soluzioni efficaci all’emergenza smog, le associazioni ambientaliste come Legambiente e Greenpeace si erano mostrate scettiche. “Abbiamo portato all’attenzione della Commissione tutto il lavoro fatto in questi anni – aveva detto il ministro dell’Ambiente italiano Gian Luca Galletti – che ha dato risultati evidenti in termini di miglioramento della qualità dell’aria: basti pensare che gli sforamenti, dal 2000 ad oggi, si sono ridotti di più del 70%”.

Nel rapporto di Legambiente Mal’Aria, pubblicato proprio alla fine dello scorso gennaio, su 39 capoluoghi cinque hanno oltrepassato la soglia di 100 giorni di smog: al primo posto troviamo Torino con ben 112 giorni di livelli di inquinamento atmosferico che superano la soglia stabilita, poi Cremona con 105 giorni; Alessandria con 103; Padova con 102 e Pavia con 101 giorni.

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