• Articolo Roma, 19 febbraio 2013
  • Il video è on-line su Youtube

    WWF, 4 video per un appello: “Pensare all’Ambiente conviene. A tutti!”

  • Grazie all’intervento di 4 esperti il WWF spera di sensibilizzare il Governo e propone l’inserimento dell’ambiente tra i principi fondamentali della Costituzione

(Rinnovabili.it) – Concentrare le forze sulle politiche ambientali conviene! E’ questo l’appello lanciato dal WWF dopo aver girato il video che ha come protagonisti Fulco Pratesi, presidente onorario del WWF Italia; Mario Tozzi, Geologo CNR; Edo Ronchi, Presidente Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e Gianfranco Amendola, magistrato.

Il filmato è stato realizzato per essere inviato al Governo affinché i politici sappiano come muoversi per il bene del paese e della popolazione, oltre che dell’ambiente.

“Caro Governo, dopo il voto dai voce all’Ambiente” è la frase che apre ogni intervento per ricordare che “Pensare all’Ambiente conviene. A tutti!” e quindi sottolineando la necessità di inserire l’ambiente tra i principi fondamentali della Costituzione.

 

Dall’intervento di Pratesi, incentrato sull’importanza della biodiversità e sulla presenza in Italia di 58mila specie animali e 12mila specie floreali si passa alla testimonianza di Tozzi, geologo, che ha riportato l’attenzione sul consumo di suolo e sugli eventi franosi ricordando che “Negli ultimi 60 anni sono morte in Italia 3600 persone per frane e alluvioni e 5 milioni di persone oggi vivono in un territorio a rischio che copre l’82% dei comuni italiani” e proponendo interventi di rinaturalizzazione.

Con il messaggio di Ronchi si passa invece dal territorio all’economia ricordando che grazie all’efficienza energetica si potrebbero creare 1,5 milioni di nuovi posti di lavoro in dieci anni. Per questo bisogna iniziare a vedere l’ambiente come un volano per lo sviluppo del paese. Tra gli interventi anche quello di un magistrato, che ha dichiarato “Inserire tra i principi costituzionali non solo il diritto alla tutela del paesaggio ma anche quello alla tutela dell’ambiente, all’epoca escluso solo perché non se ne aveva ancora l’attuale consapevolezza. Inoltre, bisogna cambiare le leggi: ad esempio è assurdo che oggi chi ruba nel supermercato rischi la galera e chi inquina le nostre acque invece rischi appena una sanzione amministrativa. Occorre quindi dare attuazione a ciò che l’Europa ci ha chiesto già da anni: inserire i delitti contro l’ambiente nel Codice penale, oltre a rafforzare gli organi di controllo che oggi sono senza risorse e senza mezzi”.