• Articolo San'a', 23 luglio 2019
  • Yemen: nave cargo con 1 milione di barili di petrolio potrebbe esplodere in mare

  • Gli esperti lanciano l’allarme per la petroliera Safer, ancorata nel Mar Rosso dal 2015: lo scafo potrebbe essere stato compromesso dalla lunga inattività e il petrolio contenuto potrebbe aver rilasciato gas che renderebbero il vascello una “bomba galleggiante”.

petrolio yemenLo sversamento di 1 milione di barili di petrolio a largo dello Yemen comporterebbe una delle peggiori crisi ambientali causate dall’uomo

 

(Rinnovabili.it) – Ancorata a largo della costa dello Yemen, nel Mar Rosso, una petroliera carica di oltre 1 milione di barili di petrolio potrebbe esplodere e causare uno dei peggiori disastri ambientali nella storia della regione: a lanciare l’allarme sono state le stesse autorità yemenite; entro la fine di questa settimana, gli esperti delle Nazioni Unite dovrebbero approdare su quella che è stata definita una “bomba galleggiante” per determinare lo stato di corrosione dello scafo e il rischio di fuoriuscita del petrolio grezzo.

 

La nave cisterna è ancorata a diversi chilometri dal porto di Ras Isa, a nord di Al-Hudaydah: di proprietà della Yemen Oil Company permetteva il trasbordo in mare del petrolio estratto nel distretto di Marib, nell’entroterra dello Stato mediorentale.

Da quando è cominciato lo scontro tra il Governo yemenita e i gruppi armati degli Huthi, a inizio 2015, la Safer è stata costretta a sospendere le operazioni. Le riserve di carburante sono state dirottate per le operazioni militari, impedendo alla nave cargo di poter manovrare e tornare in porto. A pieno carico, la Safer aveva una capacità di circa 3 milioni di barili di petrolio e si stima che a bordo possano ancora essere presenti almeno 1,14 milioni di barili.

 

La lunga permanenza in mare, l’esposizione all’umidità e alla corrosione, così come la mancanza di manutenzione potrebbero aver danneggiato lo scafo e persino aver portato allo sviluppo di gas nei serbatoi di stoccaggio, un’eventualità che giustifica i timori yemeniti per una possibile esplosione del vascello.

 

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In un video su twitter, il Governo yemenita ha denunciato pubblicamente l’interferenza dei gruppi armati Huthi nelle operazioni di controllo e manutenzione della nave. Secondo gli esperti dello Yemen, l’eventuale sversamento del petrolio grezzo contenuto nella Safer potrebbe causare un disastro ambientale ed economico 4 volte peggiore di quello della Exxon Valdez del 1989, considerato una delle peggiori catastrofi ambientali causate dall’uomo.

Il gruppo armato Huthi, a propria volta, chiede di accedere ai proventi della vendita del petrolio stoccato sulla Safer (stimati in circa 80 milioni di dollari) e accusa il Governo dello Yemen di allungare i tempi per il recupero del cargo.

 

A seconda della stagione e delle correnti marine, l’eventuale fuoriuscita del petrolio potrebbe danneggiare buona parte delle coste del Mar Rosso e arrivare fin oltre lo stretto del Canale di Suez. Essendo un bacino chiuso, inoltre, le operazioni di bonifica potrebbero essere ancora più lunghe e complesse.

 

“Fin quando non ci sarà un’ispezione tecnica delle Nazioni Unite sarà difficile determinare la reale entità del rischio che pone la nave, tuttavia il potenziale per una seria emergenza ambientale appare evidente – ha spiegato il Direttore dell’Osservatorio ONU sui Conflitti e l’Ambiente, Doug Weir – Un’esplosione che causi uno sversamento potrebbe comportare effetti gravi sull’ambiente marino del Mar Rosso, sia sulla biodiversità che sugli organismi viventi, un’emergenza resa ancora più grave dal conflitto armato che potrebbe ostacolare gli sforzi per controllare e rispondere alla crisi”.

 

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