• Articolo Bruxelles, 13 febbraio 2012
  • J. Potočnik: “L’unica soluzione è un approccio comune in tutta l’UE”

    Degrado del suolo: le 2 relazioni della Commissione europea

  • Nell’ottica di frenare un fenomeno in crescita costante negli ultimi anni, la Commissione stimola tutti i Paesi membri a intervenire per evitare il degrado in atto

(Rinnovabili.it) – La Commissione europea ha presentato questa mattina 2 nuove relazioni (una relazione strategica e una relazione scientifica) su un fenomeno che preoccupa l’UE da un bel po’ di anni: il degrado del suolo. In soli 16 anni, infatti, dal 1990 al 2006, sono almeno 275 gli ettari di terreni fertili che ogni giorno sono andati persi a causa dei processi di impermeabilizzazione, dell’erosione o dell’acidificazione: una situazione che incide fortemente nella capacità di produrre cibo, nel prevenire siccità e inondazioni, nell’arrestare la perdita della biodiversità e nel contrastare i cambiamenti climatici e che per la Commissione è necessario e urgente affrontare. Al di là dei problemi legati a un incremento dell’utilizzo dei suoli e a un uso poco efficiente delle risorse, le relazioni della Commissione sottolineano quanto ancora sia inadeguato il livello di protezione dei suoli europei: nonostante cinque anni fa sia stata adotatta una strategia tematica ad hoc, infatti, non sono ancora sistematiche la sorveglianza e la tutela della qualità dei terreni. “Preservare i suoli – ha dichiarato il Commissario responsabile all’ambiente, Janez Potočnikè importante per salvaguardare l’approvvigionamento di prodotti alimentari di qualità, di acque sotterranee pulite e di luoghi di svago salubri, assicurando nello stesso tempo una riduzione delle emissioni di gas serra”. Ma per Potočnik la soluzione ideale sarebbe un approccio comune in tutta l’Unione europea.