• Articolo San Donato Milanese , 22 novembre 2019
  • Snam: il piano da 1,4 mld punta sull’idrogeno

  • Secondo le previsioni del piano strategico dell’azienda, non solo nei prossimi anni i costi dell’idrogeno verde diminuiranno, ma l’Italia potrebbe derivare da questa fonte il 23% della sua domanda totale di energia entro il 2050.

L’azienda italiana investe sull’idrogeno, l’anello mancante della transizione energetica

 

(Rinnovabili.it) – L’azienda italiana Snam (Società Nazionale Metanodotti), la più grande società europea attiva nel settore del trasporto, dello stoccaggio e della rigassificazione del metano, mostra il proprio impegno per l’ambiente e la green economy annunciando un piano quadriennale d’investimenti da 6,5 miliardi di euro che prevede obiettivi più ambiziosi di mobilità sostenibile, energie rinnovabili ed efficientamento energetico per imprese e condomini.

 

Nel dettaglio, all’interno del piano aziendale triennale per il periodo 2020-2023, i finanziamenti previsti nell’unità di energia sostenibile superano l’1,4 miliardi di euro, cioè più del 20% dell’intero budget di investimento. 

 

I documenti strategici dell’azienda si basano fortemente su gas rinnovabile, energia da gas e idrogeno. Infatti, Snam (che ad oggi ricava la maggior parte delle sue entrate proprio dal trasporto di gas) intende principalmente sviluppare l’uso dell’idrogeno nei suoi gasdotti, considerandolo come l'”anello mancante” della transizione energetica:Siamo convinti”, ha spiegato Alverà, che l’idrogeno prodotto da fonti rinnovabili darà un contributo determinante al raggiungimento degli obiettivi climatici e che l’Europa e l’Italia potranno essere leader nello sviluppo della tecnologia. Entro fine anno raddoppieremo la nostra sperimentazione nella rete di trasmissione, portando la miscela di idrogeno al 10%“.

 

 

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La decisione di Snam si basa principalmente su due previsioni a lungo termine. Innanzitutto, Snam prevede che l’idrogeno e il biometano compenseranno le riduzioni nel settore del gas naturale dell’azienda. Nel secondo caso, invece, l’azienda prevede una riduzione dei costi per l’idrogeno verde, vale a dire prodotto con elettricità da fonti rinnovabili. La società ritiene, infatti, che l’idrogeno verde sarà più economico dell’idrogeno “grigio” prodotto con gas naturale entro il 2030 e più economico del gas naturale stesso entro il 2040. Intanto, l’infrastruttura di rete già esistente è ampiamente pronta per l’impiego dell’idrogeno, dichiara Snam, con meno dell’1% del sistema che richiede un aggiornamento.

 

Come sottolineato dall’amministratore delegato Marco Alverà, il piano di Snam intende rafforzare il ruolo dell’azienda nel processo di transizione energetica e di decarbonizzazione, attraverso “la totale integrazione dei fattori ambientali, sociali e di governance nella gestione dell’azienda e su uno scenario di mercato nel quale le infrastrutture abbiano un ruolo sempre più centrale per la decarbonizzazione”. Inoltre, l’azienda italiana sta anche esaminando il potenziale per lo stoccaggio geologico dell’idrogeno. Attraverso queste integrazioni, Snam prevede che l’Italia potrebbe derivare il 23% della sua domanda totale di energia dall’idrogeno entro il 2050.

 

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Fino ad oggi, l’idrogeno è stato utilizzato in aeree di nicchia, soprattutto a causa delle difficoltà di produzione e, dunque, del costo elevato. Grazie alle energie rinnovabili, è tuttavia possibile che il gas diventi presto una delle tecnologie più promettenti. 

 

Controllata dalla Cassa Depositi e Prestiti S.p.A – a sua volta controllata per circa l’83% dal Ministero dell’economia e per circa il 16% da diverse fondazioni bancarie – Snam prevede un aumento degli utili netti di oltre il 4% l’anno e dividendi destinati a salire del 5% al 2022. L’utile netto di quest’anno è di circa 1,08 miliardi di euro e si prevede un aumento a 1,1 miliardi entro il prossimo anno.

 

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