• Articolo Roma, 28 novembre 2016
  • I benefici dell’agroselvicoltura nella lotta climatica

  • Promosso da Centro per un Futuro Sostenibile e dalla rappresentanza permanente italiana presso la FAO, la Conferenza Internazionale “Climate Change and Agroforestry”

I benefici dell'agroselvicoltura nella lotta climatica

 

(Rinnovabili.it) – L’agroselvicoltura ha un ruolo chiave da svolgere nell’aiutare il mondo nella lotta al cambiamento climatico. Di questo ruolo e degli strumenti da mettere a frutto si è parlato oggi a Roma durante la Conferenza Internazionale “Climate Change and Agroforestry“.

L’incontro – promosso da Centro per un Futuro Sostenibile presieduto da Francesco Rutelli e dalla rappresentanza permanente italiana presso la FAO (Food and Agricolture Organization) – ha messo a confronto una decina di esperti del mondo scientifico, agrotecnico, ambientalista sull’approccio territoriale misto dell’Agroforestry. “Un uso efficiente del territorio dove gli alberi possono essere gestiti insieme con le colture e sistemi di produzione animale” è per Helena Semedo, Vice Direttore Generale della FAO, una componente essenziale del “nuovo cambiamento di paradigma per l’agricoltura sostenibile”. Nonostante la maggior parte dei paesi abbia riconosciuto il ruolo dell’agricoltura come principale emettitore di gas serra, nel 2014 solo il due per cento dei finanziamenti internazionali per il clima sono stati diretti al settore comprese foreste, pesca e sub-comparti zootecnici. Non si fa abbastanza e non lo si fa velocemente.

 

In questo contesto l’agroselvicoltura è in grado di offrire contemporaneamente una serie di benefici sociali, economici e ambientali che vanno dai nutrienti alimentari alle energie rinnovabili, dall’acqua potabile ad una maggiore tutela della biodiversità. Si tratta di sistemi complessi e multifunzionali a cui la comunità europea riconosce orma da tempo l’elevata valenza ecologica e sociale. Ma oggi è necessario mettere in campo “un migliore coordinamento”. Per Francesco Rutelli è obbligatorio riportare all’attenzione internazionale l’agroforestry, per una visione nuova del rapporto tra uomo e natura. “L’apporto dell’agroforestale in termini di mitigazione dell’inquinamento atmosferico va dal 20 al 60%. Da qui deve venire la consapevolezza ‘politica’ nel contesto dei negoziati internazionali susseguenti agli Accordi di Parigi, che io definirei vera e propria Dichiarazione di Interdipendenza del XXI Secolo“.

 

Un primo passo avanti l’Italia lo sta compiendo, come spiegato dal Vice Ministro delle Politiche Agricole e Forestali, Andrea Olivero “Stiamo lavorando come Governo, proprio in queste settimane, per dare compimento a una delega conferitaci dal Parlamento per una revisione della legge forestale che la adegui a quelle che sono le istanze di un Paese che vuole fare i conti con gli impegni assunti in sede internazionale, per potenziare la nostra risorsa forestale e renderla sempre più qualificata e fare in modo che il Paese possa essere in questo all’avanguardia”. 

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