• Articolo Roma, 18 maggio 2012
  • Che bio ce la mandi buona!

  • Ieri a Roma lo spettacolo di Diego Parassole, il comico che, tra una battuta e l’altra, spiega alla gente comune i grandi problemi ecologici e ambientali

Cambiamenti climatici, inquinamento, mobilità sostenibile, rifiuti, acqua, energia. Diego Parassole ne sa davvero tanto di ambiente ed ecologia e, tra una risata e una denuncia, accompagna in un percorso di consapevolezza gli spettatori del suo spettacolo “Che bio ce la mandi buona!”, in scena ieri sera a Roma e in tanti altri teatri d’Italia da più di un anno a questa parte. Piemontese classe 1963, Diego è oggi uno dei comici cabarettisti attivi in Italia per promuovere un cabaret di qualità, molto vicino al teatro civile e sempre in equilibrio tra comicità e contenuto. Ma Diego è innanzi tutto un uomo normale, come si definisce lui stesso, un uomo che ogni giorno si cala in una quotidianità fatta di famiglia, lavoro, stress e i cui ritmi hanno sempre di più a che fare con i problemi legati all’inquinamento. Il blocco del traffico o i rincari della benzina per esempio, ha spiegato il comico al suo pubblico, sono fenomeni che ormai noi tutti viviamo come penalizzanti perché, anziché ragionare sulle motivazioni che hanno portato a queste restrizioni, preferiamo lamentarci perché non riusciamo a spostarci agevolmente in città oppure perché non abbiamo i soldi necessari a far ripartire la macchina a secco da giorni.

Così, con un linguaggio semplice, immediato e divertente, Diego porta lo spettatore ad aprire gli occhi e a riflettere su cose con cui magari la gente comune si scontra ogni giorno, ma alle quali non sa dare il giusto nome perché istruita dai Tg sullo scioglimento dei Pooh piuttosto che su quello dei ghiacciai. La posta in gioco, ammonisce il comico, è alta: se non facciamo qualcosa saremo sommersi dai rifiuti, non avremo acqua da bere e vivremo al buio su terre totalmente desertificate, uno scenario, quello prospettato da Parassole, in cui l’Autostrada dei Fiori diventerà quella dei Cactus, con “oasi di servizio” al posto delle normali stazioni di sosta e con un vicino da invidiare non per l’erba più verde, ma per la sabbia più fine. «Gli unici a guadagnarci in termini di tempo e fatica – dice Diego – saranno gli stilisti, che dovranno presentare solo collezioni Estate-Estate». Grazie a esempi concreti e alla portata di tutti, infatti, Parassole denuncia (ma sempre col sorriso) il vergognoso spreco di risorse e l’allarmante decrescita della qualità delle nostre vite, attive in un quotidiano che di ecologico ha ben poco e forse in troppe occasioni inconsapevoli. Il pubblico ride, ma intanto nella testa gli si accendono lampadine che lo portano a una riflessione più profonda e a una coscienza ecologica di sicuro più arricchita.

Che bio ce la mandi buona! fa parte degli appuntamenti organizzati nell’ambito del Festival del Mediterraneo, l’evento (in programma dal 12 al 25 maggio 2012) che sta portando per le strade della capitale testimonial e artisti d’eccezione per chiedere a gran voce un’economia più equa e solidale. Per chiudere, ci teniamo a riportare quanto ha precisato Parassole prima che iniziasse lo show: “Le battute di questo spettacolo non sono state testate su animali (prima di stasera), sono riciclate al 100%, i tecnici si lavano i vestiti ogni 15 giorni (ma questo non per risparmiare acqua: lo facevano già anche durante lo spettacolo precedente), il 50% delle prove sono state fatte al buio per risparmiare energia e la pettinatura “casual” dell’attore protagonista certifica che in questo spettacolo non si usano lacche o altri prodotti per i capelli che possano causare il buco dell’ozono”.