• Articolo Roma, 31 maggio 2017
  • CO2FreeForum, dal Laudato si’ alla mobilità green

  • Nel corso del Forum rappresentanti delle istituzioni, imprenditori, esperti hanno riflettuto su come rendere il Vaticano il primo Stato al mondo a emissioni zero

CO2FreeForum Laudato si'

 

(Rinnovabili.it) – Comunicare il concetto di sostenibilità in tutte le su sfumature, valorizzando il nuovo modello di economia circolare e i benefici ambientali ed economici che ne derivano, individuare soluzioni concrete per l’abbattimento delle emissioni climalteranti Questi i temi del Forum “Laudato si’: la sostenibilità tra comunicazione e innovazione” (#CO2FREEFORUM), l’incontro sostenuto da Opel in collaborazione con Enel, che si svolto ieri presso l’Istituto Patristico Augustinianum, con il patrocinio della Segreteria Pro Comunicazione del Vaticano.

 

Decarbonizzare il Vaticano

Un appuntamento per approfondire le nuove politiche ambientale e le prospettive future in ambito di mobilità ed energia. Ma soprattutto per dettare il percorso verso uno Stato del Vaticano a zero emissioni, studiando la possibilità di avviare la progressiva sostituzione dei mezzi con motore a combustione interna del parco macchine della Santa Sede con autovetture elettriche di nuova generazione.

>>leggi anche: Pubblicata Laudato si’, l’enciclica verde di Papa Francesco<<

 

Il punto di partenza del dibattito è l’enciclica “sulla cura della Casa Comune” scritta nel 2015 da Papa Francesco, divenuta in poco tempo faro dell’impegno ambientale non solo per l’azione religiosa ma anche per quella civile e politica. “Abbiamo organizzato il G7 Ambiente proprio partendo dall’Enciclica del Papa”, spiega nel suo intervento, il Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti. “A Bologna – ha evidenziato il Ministro – non parleremo solo di economia, di innovazione e di tecnologia, ma anche della relazione tra il degrado umano e il degrado ambientale. Quando parliamo di ambiente, come dice il Papa, parliamo delle diseguaglianze che ci sono nel Mondo, di spreco di cibo e quindi di povertà e di migrazione […] L’ambiente è un tema in cui nessuno può pensare di fare bene da solo: se non seguiremo questa strada, nei prossimi anni avremo oltre 250milioni di migranti climatici”. 

 

Dal Laudato si’ a economia circolare ed e-mobility

L’appello ad una conversione ecologica contenuto nel Laudato si’ diventa un piano d’azione pratico approfondito in tutte le sue prospettive e potenzialità dagli ospiti del Forum. Nel processo di decarbonizzazione e sviluppo sostenibile, un ruolo fondamentale è ricoperto da economia circolare e mobilità green. Due settori che qui in Italia si incontrano nel lavoro svolto da Cobat, il Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo. “La mobilità elettrica deve partire dall’Italia dei Comuni – ha affermato Giancarlo Morandi, Presidente di Cobat – che con politiche di agevolazioni per i veicoli a emissioni zero, possono migliorare la qualità dell’aria e di riflesso la qualità della vita di tutti noi; ecco perché siamo presenti oggi”.

 

>>Leggi: Mobilità sostenibile in Vaticano, Papa Francesco userà l’auto elettrica<<

 

In virtù del know-how acquisito in quasi 30 anni nella raccolta e nel riciclo dei rifiuti pericolosi, il consorzio ha offerto un importante contributo al dibattito, sia per l’esperienza nel coinvolgimento dei cittadini sui temi della tutela ambientale, sia in termini di conoscenza e gestione dei beni tecnologici a fine vita, a cominciare dalle batterie. “Abbiamo portato l’Italia a essere prima nel mondo per tonnellate pro capite raccolte” di batterie al piombo, prodotti presenti ancora in tanti settori della vita quotidiana dalle auto ai sottomarini passando per le sale operatorie.

L’evoluzione tecnologica sta tuttavia cambiando il settore dell’energy storage: oggi le batterie al litio spopolano dei dispositivi elettronici e promettono un boom nello sfruttamento di questo metallo con la nuova mobilità elettrica. Riuscire a recuperare il litio, prezioso e al tempo stesso difficile da maneggiare, è una delle sfide che si pone davanti al settore e sui il Consorzio cerca di giocare in anticipo. “Oggi come allora ci stiamo preoccupando della raccolta di tutti questi prodotti a fine vita e avviarli al riciclo. Ma il problema non è quello che facciamo oggi, bensì è quello che dovremo fare per il futuro. Perchéè se noi non ci impegniamo ora per il nostro domani noi arriveremo impreparati ai cambiamenti” che ci aspettano.

 

 

>>Leggi anche: Cobat non teme la sfida dell’economia circolare<<

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