• Articolo Davos, 22 gennaio 2013
  • Dal meeting annuale del World economic forum a Davos

    Frenare il climate change richiederà 700 mld l’anno

  • Il Rapporto pubblicato dalla Green Growth Action Alliance, dimostra come un’economia più verde sia l’unico modo per sostenere la popolazione globale di 9 miliardi attesa per il 2050

(Rinnovabili.it) – Un aumento di soli 36 miliardi di dollari nella spesa pubblica potrebbe stimolare abbastanza capitale privato per colmare il divario degli investimenti verdi a livello globale, generare crescita sostenibile e assicurare il raggiungimento degli obiettivi nella lotta contro il riscaldamento globale. Questa, in poche parole, la raccomandazione che emerge dal “Green Investment report 2013”, il documento d’analisi  prodotto dalla Green Growth Action Alliance, la coalizione pubblico-privata lanciata lo scorso anno dal G20 in Messico. La relazione ha aperto formalmente ieri l’annuale meeting del World Economic Forum (WEF) di Davos, in Svizzera e ha catalizzato subito l’attenzione su cosa può essere fatto fin da oggi per affrontare quelle che sono le minacce più gravose sull’economia globale. Minacce che per essere evitate richiedono al Pianeta  ben 700 miliardi di dollari l’anno.

 

Per incanalare questa cifra nella giusta direzione è richiesto però al settore pubblico un nuovo sforzo. Le recessioni registrate nelle economie occidentali dopo la crisi finanziaria globale hanno rallentato la crescita delle emissioni di carbonio, ma  hanno anche lasciato i governi con minor fondi da destinare alle tecnologie verdi. Secondo gli autori, il comparto dovrebbe aumentare la sua partecipazione annuale per affrontare il cambiamento climatico di 36 miliardi di dollari dagli attuali 90, per mobilitare di conseguenza fino a 570 miliardi di dollari di capitale privato.

 

“Rendere verde l’economia è l’unico modo per poter ospitare 9 miliardi di persone entro il 2050”, ha spiegato Thomas Kerr , direttore delle iniziative sui cambiamenti climatici in occasione del Forum. Esistono molti casi di successo in cui i governi hanno orientati strategicamente i loro fondi pubblici per mobilitare ingenti somme di investimenti privati ​​nelle infrastrutture verdi. E’ giunto il momento di adattare queste soluzioni collaudate su una scala più ampia”.