• Articolo Roma, 26 febbraio 2015
  • Legambiente ha presentato oggi a Roma “Il Green Act che serve all’italia”

    Green Act, 11 punti da cui far ripartire l’Italia

  • Fiscalità ambientale, città, bonifiche, energia, rifiuti, mobilità nuova, trasporti, dissesto idrogeologico, natura, turismo, fondi strutturali: questi gli ambiti su cui realizzare un indirizzo di lavoro

Green Act, 11 punti da cui far ripartire l’Italia

 

(Rinnovabili.it) – “Il Green Act che serve all’Italia deve rappresentare una scossa e aprire un nuovo indirizzo di politica economica, fiscale, industriale, culturale”. Così il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, ha presentato oggi a Roma nuove proposte e misure che potrebbero immediatamente essere approvate e contribuire a sbloccare il paese. Risposta concreta a quell’impegno  governativo annunciato dal premier Renzi ai primi di gennaio, il documento firmato dall’associazione ambientalista contiene 11 schede e altrettanti temi fondamentali su cui impostare il piano anti-crisi di cui il Bel Paese ha oggi bisogno. Fiscalità ambientale, città, bonifiche, energia, rifiuti, mobilità nuova, trasporti, dissesto idrogeologico, natura, turismo, fondi strutturali: questi gli ambiti su cui è quanto mai necessario realizzare un indirizzo di lavoro e che offrono la possibilità di creare filiere produttive e nuova occupazione, garantendo al tempo stesso risposte ai bisogni dei cittadini in termini di sicurezza, salute e qualità della vita.

Serve un disegno strategico – ha aggiunto Cogliati Dezza – che avvii un percorso organico fatto di misure concrete, da subito operative per realizzare quel cambio di passo necessario a rompere con le idee di sviluppo del Novecento, perché dal boicottaggio delle rinnovabili allo Sblocca Italia non c’è stato nessun segnale di cambiamento, come se questi temi non fossero urgenti e non rappresentassero una parte sostanziale del rilancio del Paese”. Si tratta di interventi, sottolinea l’associazione ambientalista, che richiedono semplificazioni insieme alla messa in opera di un sistema di controlli efficace e omogeneo sul territorio nazionale. In alcuni casi si tratta di misure a costo zero, in altri di ridistribuzione degli investimenti pubblici e di priorità che orientino la spesa pubblica.

 

I temi e le proposte di Legambiente

 

FISCALITÀ AMBIENTALE: chi inquina paga, chi innova risparmia

In Italia ogni anno vengono stanziati 5,7 miliardi di euro di sussidi alle fonti fossili.

 

Le proposte:

  • Adeguare i canoni delle concessioni demaniali.
  • Eliminare i sussidi alle fonti fossili.
  • Eliminare la possibilità per i Comuni di utilizzare gli oneri di urbanizzazioni per le spese correnti.
  • Applicare subito l’Articolo 15 della Delega Fiscale (fiscalità ambientale ed energetica).

 

CITTÀ: rigeneriamole

Solo nelle città metropolitane italiane vivono 20 milioni di persone.

 

Le proposte:

  • Una struttura di missione per indirizzare e coordinare interventi di rigenerazione urbana
  • Disincentivare consumo del suolo, incentivare e semplificare le procedure per la riqualificazione dei condomini
  • Rendere operativo il fondo per l’efficienza energetica e stabilire i criteri per l’accesso di privati e enti pubblici.
  • Escludere dal patto di stabilità gli interventi di riqualificazione energetica e antisismica del patrimonio edilizio pubblico.
  • Approvare subito il DL in materia di “Contenimento del consumo di suolo e riuso del suolo edificato”.

 

 

BONIFICHE: risanare le ferite

Sono oltre 100mila gli ettari di terreno da bonificare. Solo il 3% è stato ad oggi bonificato.

 

Le proposte:

  • Istituire un fondo nazionale per le bonifiche dei siti orfani (modello Superfund).
  • Trasparenza negli appalti, legalità, fine dei commissariamenti, maggiori controlli ambientali.
  • Puntare sulle bonifiche in situ.

 

 

ENERGIA: Italia rinnovabile

Nel 2014 il 44% della produzione nazionale di energia elettrica è derivato da fonti rinnovabili. L’efficienza energetica per unità di prodotto e di servizio è +9,5% nel periodo 2000 – 2013.

 

Le proposte:

  • Introdurre regole chiare e trasparenti per l’approvazione dei progetti da rinnovabili
  • Garantire e semplificare l’autoproduzione di energia per Comuni, famiglie, aziende
  • Cancellare miliardi di euro di sussidi alle fonti fossili dalle bollette.

 

 

RIFIUTI: ridurre e riciclare prima di tutto

In Italia il conferimento di rifiuti in discarica costa al massimo €25 per tonnellata; il 37% dei rifiuti urbani viene ancora smaltito in questo modo, in Sicilia il 93%.

 

Le proposte:

  • Penalizzare lo smaltimento in discarica con un aumento dei costi di conferimento (ecotassa).
  • Eliminare gli incentivi per il recupero energetico dai rifiuti
  • Incentivare e premiare la riduzione dei rifiuti, il recupero di materia, gli acquisti verdi.
  • Rispetto delle scadenze e delle multe per gli obietti della raccolta differenziata.

 

 

MOBILITÀ NUOVA: pedoni, pedali, pendolari

La mobilità urbana assorbe il 97% di tutti gli spostamenti.

 

Le proposte:

  • Fissare target nazionali di spostamenti individuali su mezzi privati a motore, per ridurli drasticamente.
  • Far viaggiare in sede protetta e in corsie preferenziali almeno un terzo dei percorsi della rete di trasporto pubblico di superficie.
  • Introdurre nel nuovo Codice della Strada, attualmente in discussione in Parlamento, un nuovo limite di velocità a 30km orari su tutta la rete viaria dei centri abitati.

 

 

TRASPORTI: #cambiareverso alle infrastrutture

Sono tre milioni i pendolari che ogni giorno si muovono in treno in Italia. Rispetto al 2009 le risorse da parte dello Stato per il trasporto pubblico su ferro e su gomma sono diminuite del 20%.

 

Le proposte:

  • Priorità alla mobilità nelle aree urbane: 50% della spese per opere pubbliche.
  • Aumentare e ammodernare i treni in circolazione e rendere competitivo il servizio ferroviario.
  • Regioni: razionalizzare orari e linee, aumentare investimenti (5% del bilancio)
  • Superare il fallimento della Legge Obiettivo

 

DISSESTO IDROGEOLOGICO: azioni per prevenire

Sono 6 milioni gli italiani che vivono o lavorano in aree ad alto rischio idrogeologico.

 

Le proposte:

  • Basta con i vecchi progetti rimasti nei cassetti per anni, serve qualità nella progettazione
  • Non più difesa passiva ma politiche di prevenzione: spazio ai fiumi e naturalizzazione del territorio.
  • L’unità di missione garantisca l’efficacia a scala di bacino, non solo interventi puntuali
  • Istituire le Autorità di distretto, con strumenti adeguati per raggiungere gli obiettivi delle direttive comunitarie.
  • L’adattamento ai cambiamenti climatici e la riduzione del rischio procedano insieme e non più su binari separati

 

NATURA: investire sulla biodiversità conviene

I parchi hanno attirato il 3,7% dei pernottamenti nazionali, pari a 14 mln di presenze.

 

Le proposte:

  • Garantire una fiscalità di vantaggio per le comunità che custodiscono i servizi ecosistemici.
  • Completare l’istituzione della Rete Natura 2000 e delle aree protette marine e terrestri.
  • Evitare nuove procedure di infrazione da parte dell’UE per la mancata applicazione delle Direttive in materia.

 

TURISMO: l’Italia oltre la grande bellezza

Secondo l’Eurobarometro 2012, ambiente e natura sono il primo fattore di fidelizzazione turistica.

 

Le proposte:

  • Integrazione delle diverse vocazioni e risorse territoriali per diversificare e destagionalizzare.
  • Sostenere e incrementare i servizi per il turismo dolce e non motorizzato.
  • Incentivare l’adozione di un sistema di indicatori per la gestione sostenibile delle destinazioni
  • Favorire l’acquisizione di competenze turistiche anche a professionisti di altri settori (agricoltori) e mettere ordine nei sistemi regionali delle guide turistiche.

 

RISORSE EUROPEE 2014-2020: sfide e opportunità

Oltre 100 miliardi di risorse resi disponibili dal quadro finanziario europeo per il periodo 2014-2020.

 

Le proposte:

  • Allocare almeno il 20% delle risorse disponibili per il clima il 5% per lo sviluppo urbano sostenibile.
  • Stabilire target ambiziosi e obbligatori per tutti i fattori fisici (es. tonn. di CO2 eq. di risparmio)
  • Semplificare i processi decisionali, mettere in atto sistemi di monitoraggio e verifica della spesa.
  • I fondi siano volano delle politiche ordinarie, per spenderli bene e spenderli tutti.

Un Commento

  1. Pietro Menga
    Posted marzo 4, 2015 at 12:30 pm

    Belle proposte, condivisione pressoché totale. Però, le proposte sul tema della mobilità mi sembrano meno ambiziose delle altre. Va bene la mobilità leggera, ma:
    – non tutto può essere fatto con la mobilità leggera, ci sono segmenti della mobilità anche cittadina, sia delle persone che delle merci, che necessitano di autoveicoli.
    – nonostante una percezione non so quanto diffusa, le emissioni inquinanti locali degli autoveicoli AUMENTANO – anche molto – al ridursi della velocità media (si vedano gli studi COPERT, accreditati dalla UE). Le aree 30 rischiano di aggravare questo aspetto.
    – problema che però non si porrebbe usando mezzi a trazione elettrica (zero emissioni di black carbon, di NOx, di CO, di idrocarburi; zero è diverso da qualunque altro numero)
    – a partire dai segmenti più compatibili: logistica delle merci, servizi di pubblica utilità, ciclomotori, TPL (in Italia abbiamo competenze industriali invidiabili, ma che vendono e sono apprezzate solo all’estero); per ultima anche per la mobilità delle persone, almeno finché il trasporto collettivo non diventi una realtà oggettivamente adeguata.
    – tutto questo anche come ottimo modo per sfruttare al meglio le rinnovabili.
    Possiamo parlarne?
    Cordialità

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