• Articolo Tokyo, 5 marzo 2012
  • L’insegnamento di Tokyo

  • Si è concluso lo scorso 2 marzo nella capitale nipponica, PV Expo 2012, uno dei più importanti eventi della World Smart Energy Week

Si potrebbe pensare che una Fiera Solare è una Fiera Solare e che in tutte le parti del mondo si troveranno bene o male gli stessi prodotti. Eppure PV Tokyo sta al SolarExpò di Verona (o Milano ma sempre città di un paese che ancora non ha capito la sua politica energetica) come un creativo di moda sta a un rivenditore. Se si entra nel padiglione Solar PV si può pensare che siamo di fronte a una edizione molto simile a quelle italiane, molti pannelli rettangolari al silicio, qualcuno flessibile e pieghevole, molti marchi a noi sconosciuti provenienti da diversi paesi dell’Asia che hanno le loro produzioni locali, qualche foto di solar farm e pochi visitatori.

Ma se si passa allo stand PV System si comincia a capire che la rivoluzione è iniziata. Il Giappone del dopo Fukushima ha ridotto i suoi consumi tra il 20 e il 30 % senza cambiare il proprio stile di vita. Ad esempio le tavolette dei bagni continuano a essere riscaldate e sembra che i giapponesi non siano disposti a rinunciare a questo lusso, ma il cambiamento vero è avvenuto nella illuminazione e nella gestione dell’energia a livello individuale. Se è facile vedere che le stazioni della metropolitana sono solo a led, era più difficile capire come la gestione dell’energia fosse entrata nella vita quotidiana delle persone. Il problema maggiore nel raggiungere gli obiettivi di efficienza era quello di una migliore distribuzione della curva dei carichi che evitasse i black-out programmati durante le ore di picco.

Questo è avvenuto e visitando la Fiera di Tokyo si capisce come è stato possibile!

Quello che qualche anno fa avevamo chiamato DIGITAL ENERGY SYSTEM si è avverato. Tutte le maggiori imprese giapponesi e coreane (Toshiba, Panasonic, Mitsubishi, LG, Toyota, ecc…) espongono sistemi ormai collaudati di management dell’energia in presenza di una molteplicità di risorse di produzione (eolico, fotovoltaico, solare, geotermico, ecc…) di sistemi di accumulo di energia in modo statico o dinamico (ossia una fuel cell domestica o una batteria che accidentalmente può essere posta anche all’interno di un’auto elettrica), sistemi degli elettrodomestici.

I sistemi sono visibile ed è interessante come la Toshiba abbia chiamato il suo sistema domestico con il nome FEMININITY, proprio come avevamo fatto con una ricerca presentata un paio di mesi fa sul web dal nome “L’efficienza energetica è femmina!”. I rappresentanti della Toshiba hanno esplicitamente dichiarato che hanno elaborato un prodotto per un pubblico femminile che deve avere familiarità e benessere dalla gestione in prima persona dell’energia all’interno della propria abitazione.

La vera sorpresa della Fiera di Tokyo è stata però il padiglione ENENERGY e quello Battery. A parte il fatto che ormai le fuel cell domestiche sono una realtà testata sul mercato da almeno 5 anni, la sorpresa è stata ENENERGY. Un padiglione così affollato (e i primi due giorni la fiera era aperta solo agli operatori del settore e non al pubblico generico) che era difficile camminare fra gli stand. Questo padiglione era solo dedicato alle macchine per la produzione industriale: mescolatrici, laminatrici e ogni sorta di equipaggiamento utile per la produzione. E in questo padiglione si potevano trovare anche molti tedeschi. Era come trovare le fiere di Verona e Modena fuse insieme in un unico grande evento.

Allora si può capire la differenza fra l’Asia e l’Europa: una produce e una vende! Una è focalizzata sulla creatività e sulla innovazione e una sul marketing e sulla finanza per far felice il consumatore finale. O per renderlo schiavo del debito!

Ad un certo punto ho sentito parlare italiano: una delegazione guidata dal GSE che accompagnava una decina di imprese italiane. Ma senza una idea forte che potesse supportarli nella loro promozione. La Germania, e quindi le sue imprese, ha un suo posizionamento riconoscibile nel lusso e i mercati asiatici chiedono prodotti tedeschi. Noi non abbiamo ancora capito che cosa fare e mentre chiudono molte SME siamo condannati ai piani alti del consumismo e della finanza che ci concede crediti per indebitarci acquistando pannelli solari.

Possiamo invertire questo processo, la grid parity è vicina e il discorso inaugurale del fondatore e presidente della SUNTECH era tutto rivolto a questo momento e alle opportunità che nasceranno. Ma dobbiamo svegliarci, deideologizzare le energie rinnovabili e in modo pragmatico considerare non le politiche energetiche ma quelle industriali-energetiche!

Tokyo ci può insegnare molto!