• Articolo Palermo , 9 luglio 2012
  • Un viaggio che dalla Sicilia arriverà in Africa

    Legambiente partecipa a Boats4Life per “un mondo tutto attaccato”

  • Per la salvaguardia dell’ambiente marino e per la protezione dei migranti Legambiente partecipa all’iniziativa che potrebbe unire diversi aspetti dello sviluppo sostenibile e della protezione ambientale

(Rinnovabili.it) – La sostenibilità ambientale non passa solo attraverso l’impiego di fonti rinnovabili per la produzione di energia a basso impatto. A spiegarcelo Legambiente che, aderendo a Boats4Life, vuole proteggere i migranti in mare e al contempo ricordare l’importanza della salvaguardia della salute dei bacini idrici. Partirà da Palermo alla volta di Tunisi e Monastir la barca che Legambiente sta usando per la campagna di monitoraggio  della qualità delle acque e delle coste, Goletta Verde, per poi tornare a Palermo il 19 luglio.

Il vento del cambiamento che arriva dal Nordafrica offre un’occasione nuova, forse irripetibile, per stabilire e consolidare le relazioni di cooperazione tra le ONG  del Mediterraneo – hanno dichiarato Laura Biffi e Maurizio Gubbiotti della direzione nazionale di Legambiente – aprendo inedite prospettive sui temi dell’ambiente e dello sviluppo. E i popoli del Mare Nostrum devono essere gli attori principali di questo nuovo scenario, che offra risposte ai bisogni di lavoro, democrazia, rispetto dei beni comuni e delle risorse naturali. Per questo vogliamo creare una rete ambientalista capace di elaborare una politica comune, di incidere sulle agende dei governi e di sensibilizzare i cittadini dei Paesi del Mediterraneo”.

Controllare e salvaguardare le risorse del mare, adottare politiche energetiche per l’incremento della diffusione delle rinnovabili e l’abbandono delle fonti fossili insieme all’adozione di una piattaforma per i diritti dei cittadini del Mediterraneo sono tra i principali obiettivi dell’iniziativa alla quale Legambiente ha preso parte affermando “la drammatica esperienza dei migranti rappresenta l’urgenza di un futuro sostenibile e solidale, che deve trovare nel bacino del Mediterraneo l’espressione migliore di quello che ci piace definire ‘un mondo tutto attaccato”.