• Articolo Roma, 31 gennaio 2013
  • Continuano le iniziative di Corrente

    Rinnovabili in Turchia, quali opportunità di investimento?

  • Si è svolto oggi il seminario organizzato dal GSE in collaborazione con l’ICE e il Comitato Nazione Italiano del World Energy Council

(Rinnovabili.it) – L’Italia si confronta con la Turchia e indaga quali opportunità Ankara possa offrire a coloro che intendono investire sulle fonti rinnovabili. E’ stato infatti questo il tema portante del seminario organizzato oggi dal GSE e in collaborazione con l’ICE -Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e il Comitato Nazione Italiano del World Energy Council. Partendo dallo studio di settore realizzato dal WEC, l’evento ha sondato i possibili rapporti energetici fra i due paesi alla presenza dei principali attori istituzionali e settoriali italiani e turchi, impegnati nello sviluppo delle rinnovabili. Sul tavolo di discussione, le dinamiche del processo autorizzativo, il quadro della regolamentazione degli incentivi, le testimonianze delle imprese, gli strumenti volti alla realizzazione degli investimenti ed i finanziamenti per le imprese italiane.

 

“Questo confronto tra la Turchia e il nostro Paese, pensato con l’Agenzia ICE e il World Energy Council, mette a sistema le due realtà con l’obiettivo di portare benefici congiunti sia sul piano energetico che sotto l’aspetto dell’innovazione tecnologica ed economico occupazionale”, ha commentato il Presidente e Amministratore Delegato del GSE Nando Pasquali.

Gli fa eco l’Ambasciatore di Turchia in Italia S.E. Hakki Akil “Il continuo sviluppo economico della Turchia in termini di crescita annuale del PIL contribuisce al progressivo incremento della domanda di energia nazionale. Data la dipendenza della Turchia dall’importazione di fonti fossili, gas naturale in particolare, si conferma prioritario sviluppare la produzione di energia da fonti rinnovabili, perseguendo così gli obiettivi specifici fissati al 2023 con il coinvolgimento di investitori esteri in progetti sostenibili.”