• Articolo Torino, 21 marzo 2013
  • Una cooperazione allo sviluppo più attenta alla sostenibilità

  • L’incontro, promosso dalla Città e dalla Provincia di Torino fa parte del progetto “Coltivare l’economia, il cibo, il pianeta: il contributo italiano a Rio + 20”

Produzione agricola e consumo sostenibile: questi i temi al centro del seminario “Non Perdiamo Rio+20”, che si terrà venerdì 22 marzo a partire dalle 9.30 nel Palazzo di Città del capoluogo subalpino. Per la Provincia di Torino sarà presente l’assessore all’Ambiente Roberto Ronco. L’incontro, promosso dalla Città e dalla Provincia di Torino e organizzato da CeSPI (Centro Studi di Politica Internazionale), Oxfam Italia, Slow Food e Centro Mondialità Sviluppo Reciproco, fa parte del progetto “Coltivare l’economia, il cibo, il pianeta: il contributo italiano a Rio + 20”.
In una prima fase, tale progetto si è proposto di contribuire alla definizione della posizione italiana alla Conferenza sullo sviluppo sostenibile, organizzata a Rio de Janeiro nel giugno del 2012 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e denominata anche “Rio+20” essendo andata in scena a 20 anni di distanza dal Vertice della Terra di Rio de Janeiro del 1992. Dopo la Conferenza, l’obiettivo di “Coltivare l’economia…” è diventato quello di contribuire a rafforzare i legami tra gli attori della società e dell’economia italiana attivi nel settore dello sviluppo sostenibile, favorendo la definizione di strategie congiunte che possano favorire l’adempimento degli impegni assunti dall’Italia a seguito della stessa Conferenza.
Il seminario “Non Perdiamo Rio+20”, come gli altri previsti dal progetto, mira a offrire spunti per valorizzare gli approcci italiani al tema della sostenibilità ambientale e per orientare le politiche italiane di cooperazione allo sviluppo in termini di un maggiore impegno verso la sostenibilità, a partire dalla centralità di un approccio territoriale.
“Ci auguriamo che il confronto” spiega l’assessore Ronco “riesca a stimolare la discussione sulle possibili lezioni che le esperienze offrono per un adattamento anche in altri contesti di cooperazione allo sviluppo, creando le condizioni per un mutuo apprendimento tra esperienze territoriali nazionali”.