• Articolo Roma, 6 ottobre 2017
  • WGEO: gli Emirati Arabi costruiscono il futuro

  • 75% di rinnovabili per il 2050, il parco energetico più grande del mondo da 5000 MW, un green fund da 27 miliardi di USD: questi gli ingredienti della colossale sfida con la quale gli Emirati Arabi affrontano la transizione energetica

 

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(Rinnovabili.it) – Con quale strategia gli Emirati Arabi stanno attuando la transizione energetica? Quale sarà il loro impegno finanziario e quali tempi si sono dati per vincere questa sfida?

Per rispondere a queste domande sono giunti a Roma i massimi rappresentanti della WGEO, Word Green Economy Organization. Lo scopo finale della missione è di sensibilizzare il Governo italiano ad aderire, come fondatore, all’Organizzazione e di stimolare le nostre aziende a mettere a disposizione il loro indiscutibile know how tecnologico. La WGEO è la prima Organizzazione internazionale promossa dagli Emirati Arabi e dalle Nazioni Unite con la finalità di sviluppare, da una parte, l’economia ambientale contribuendo al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità internazionali, dall’altra di attrarre e creare opportunità di business per le aziende straniere nei settori energetici ed ambientali. In particolare, come accennato, i membri del board dell’WGEO, tra i quali il suo direttore, H.H. Abdul Rahim Sultan al Qasimi, oltre a H.E. Ahmad Al Muhairbi e H.E. Waleed Ali Ahmed Salam, hanno ufficialmente presentato l’invito al governo italiano affinché il nostro Paese diventi un membro fondatore dell’Organizzazione, il tutto prima della cerimonia inaugurale che avverrà il prossimo 24 ottobre nell’ambito del Dubai Summit. L’impressione che abbiamo tratto è che l’approccio dell’Organizzazione sia estremamente concreto, con idee chiare e obiettivi dettagliati sulle tecnologie scelte, sui loro tempi di realizzazione e sui target produttivi e che il sostegno economico sia cospicuo attraverso la creazione di un green fund dotato di ben 27 miliardi di dollari da investire entro il 2030.

 

E che gli obiettivi siano ambiziosi lo si intuisce fin dalle prime battute: 7% di rinnovabili per il 2020, 25% per il 2030, 75% per il 2050. Per raggiungere questi ambiziosissimi risultati sono state privilegiate le tecnologie solari, in particolare il fotovoltaico ed il CSP, collocate in buona parte nel parco energetico più grande del mondo (che sarà ultimato per il 2030 e produrrà a regime 5000 MW), ma saranno largamente utilizzate anche le  tecnologie legate all’efficienza energetica, ai sistemi di storage e, chiaramente, alle smart grid. Ma parte della partita sulla transizione energetica si giocherà anche con gli interventi di efficientazione energetica negli edifici già esistenti. Su questo fronte è prevista una riduzione del 30% dei consumi entro il 2030 attraverso interventi radicali su circa 30 mila edifici.

 

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Ma quale potrà essere il ruolo del nostro Paese in questo quadro così virtuoso? Da una parte un ruolo istituzionale, sperando che l’inerzia della politica nostrana non ci ostacoli per salire in tempo su questo treno, dall’altra – forse la più importante – il ruolo dei privati che potrebbero cogliere questa grande opportunità di business per sviluppare concretamente, e su importanti fattori di scala, la propria innovazione tecnologica. Un altro elemento che ci ha colpito è che il parametro “concretezza” sia un fattore costante nella mission della WGEO, quindi niente proclami, poca visibilità, massima attenzione alle tecnologie ed al loro livello di innovazione.

Dopo il summit di Dubai sarà disponibile la piattaforma WGEO attraverso la quale le aziende italiane potranno partecipare proponendo la propria tecnologia e contribuendo alle fasi di sviluppo del sistema attraverso un confronto diretto con gli altri partecipanti.

 

La mission della WGEO

La World Green Economy Organisation (WGEO) è stata fondata dallo Sceicco Mohammed Bin Rashid Al Maktoum, Vice Presidente e Primo Ministro degli Emirati Arabi Uniti ed Emiro di Dubai, in collaborazione con il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP).

La WGEO ha lo scopo di guidare le transizioni di economia verde attraverso coalizioni, lo sblocco di investimenti, e potenziando le innovazioni nel settore energetico, idrico e nelle infrastrutture. Per raggiungere i propri obiettivi – realizzare una economia verde con bassa emissione di carbonio,  efficiente nell’uso delle risorse e socialmente inclusiva – la WGEO si avvarrà dei propri soci per attuare partnership nel settore privato. La piattaforma per partnership multilaterali e la capacità di sfruttare i punti di forza dei partner rappresentano un modello di business vincente, in grado di creare soluzioni di economia verde scalabili e bancabili. Nello specifico, la WGEO diventerà una piattaforma internazionale per stimolare la crescita economica, limitare i danni ambientali, migliorare l’integrazione sociale, sostenere l’occupazione e rendere i progetti di economia verde convenienti per la totalità delle parti interessate.

 

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Il progetto Green Fund della WGEO

Attraverso la WGEO, il governo degli Emirati Arabi Uniti ha costituito un fondo per finanziare progetti di economia verde già avviati per un valore superiore a 27 miliardi di dollari statunitensi. Tra di essi vi sono progetti incentrati su città intelligenti (smart city), energie rinnovabili e conservazione delle risorse idriche. Di conseguenza, il governo degli Emirati Arabi Uniti ha annunciato la creazione del Dubai Green Fund (Fondo verde di Dubai) per permettere agli istituti finanziari del settore privato di assumere una posizione finanziaria responsabile e sostenibile e raccogliere i 27 miliardi di dollari statunitensi richiesti dagli Emirati Arabi Uniti e dalle altre nazioni appartenenti al network.

 

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