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Legge sul clima dell’UE, ok del Parlamento al taglio delle emissioni del 90% entro il 2040

I crediti di carbonio esteri dovranno provenire esclusivamente da Paesi partner con obiettivi e politiche in materia di clima compatibili con l'Accordo di Parigi.

Legge sul clima dell'UE
CC-BY-4.0: © European Union 2026– Source: EP

Gli eurodeputati hanno dato il via libera a un accordo politico con il Consiglio sulle modifiche alla Legge sul clima dell’UE

Martedì 10 febbraio il Parlamento Europeo ha annunciato l’adozione, con una votazione di 413 voti favorevoli e 226 contrari, di alcune modifiche alla Legge sul clima dell’UE per includere un nuovo obiettivo climatico intermedio e vincolante per il 2040. L’obiettivo prevede la riduzione delle emissioni nette di gas serra del 90% rispetto ai livelli del 1990.

Il voto segue un accordo tra il Parlamento e il Consiglio dell’UE. Quest’ultimo aveva chiesto una maggiore flessibilità per rendere operativo il nuovo obiettivo al 2040. Tale flessibilità comprende la possibilità di utilizzare crediti di carbonio internazionali per coprire fino al 5% delle riduzioni dei gas serra e una revisione ogni due anni dei progressi compiuti sulla base di fattori come, ad esempio, i prezzi dell’energia.

Legge sul clima dell’UE

La Legge sul clima dell’UE, adottata nel 2021, aveva stabilito l’obiettivo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e di ridurre le emissioni nette di gas serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. A maggio 2025 la Commissione UE aveva annunciato che l’Unione Europea era sulla buona strada per centrare i target climatici del 2030. L’esecutivo UE aveva affermato che le emissioni erano scese del 37% rispetto al 1990.

A luglio la Commissione ha presentato una proposta di modifica della Legge sul clima dell’UE, introducendo un nuovo obiettivo di riduzione delle emissioni del 90% rispetto al 1990 e aggiungendo la possibilità di utilizzare, a partire dal 2036, i crediti di carbonio internazionali per contribuire fino al 3% all’obiettivo di riduzione del 90% delle emissioni.

Alcuni Stati Membri hanno sollevato timori riguardo una possibile perdita di competitività economica dell’UE. Per arrivare a un accordo sul nuovo obiettivo, capace di soddisfare gli Stati Membri, è stato necessario riconoscere loro una maggiore flessibilità riguardo gli strumenti per raggiungere gli obiettivi climatici, di fatto indebolendoli. Il testo approvato dagli eurodeputati è passato poi ai negoziati interistituzionali tra il Parlamento e il Consiglio UE. Ora il Parlamento ha approvato l’accordo raggiunto con il Consiglio. Una volta approvato anche da quest’ultimo, il testo della Legge UE sul clima così modificata entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE.

Più flessibilità agli Stati membri

La Legge sul clima rivista introduce quindi vari gradi di flessibilità nelle modalità di raggiungimento dell’obiettivo per il 2040. A partire dal 2036, fino a cinque punti percentuali di riduzione netta delle emissioni (due punti percentuali in più rispetto a quanto aveva proposto la Commissione) potranno arrivare da crediti di carbonio esteri di alta qualità.

Il Parlamento è riuscito a ottenere che tali crediti vadano utilizzati solo in settori non regolamentati dal sistema di scambio di quote di emissione dell’UE (EU ETS) e che provengano esclusivamente da Paesi partner con obiettivi e politiche in materia di clima compatibili con l’Accordo di Parigi. I parlamentari hanno anche introdotto delle nuove garanzie per impedire il finanziamento di progetti contrari agli interessi strategici dell’UE.

Il testo prevede anche la possibilità di utilizzare rimozioni permanenti di carbonio a livello nazionale per compensare le emissioni difficili da ridurre nell’ambito del sistema ETS e una maggiore flessibilità tra i settori dell’economia. L’introduzione dell’ETS2 dell’UE slitta di un anno, ossia al 2028.

Revisione dell’obiettivo per il 2040

Un altro punto a favore della flessibilità che svaluta l’azione pro clima: la Commissione valuterà i progressi compiuti ogni due anni, alla luce dei dati scientifici più aggiornati, degli sviluppi tecnologici e dello stato della competitività industriale dell’UE. La valutazione comprenderà anche l’andamento dei prezzi dell’energia e le relative ripercussioni per cittadini e imprese e analizzerà lo stato degli assorbimenti di carbonio.

A seguito della revisione, la Commissione, se vorrà, proporrà altre modifiche alla Legge UE sul clima, anche rivedendo eventualmente l’obiettivo al 2040 o adottando misure aggiuntive per garantire ulteriore flessibilità agli Stati.

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About Author / Erminia Voccia

Giornalista professionista appassionata e attenta osservatrice delle dinamiche globali. Ha una laurea magistrale in Relazioni Internazionali e due master in giornalismo e giornalismo radiotelevisivo. Ha mosso i primi passi in tv realizzando servizi per i telegiornali nazionali. Ha lavorato da freelancer per diversi quotidiani on line e cartacei nazionali e riviste specializzate, scrivendo di temi legati all’ambiente, agli esteri, alla politica internazionale e alla geopolitica, con uno sguardo particolare verso l’Asia. Ha curato l'organizzazione eventi e la comunicazione per una casa editrice e ha partecipato alla redazione di saggi. Per Rinnovabili si interessa soprattutto di clima e politiche climatiche.