• Articolo Roma, 18 ottobre 2016
    • Dal 6 ottobre nelle sale italiane

      Diman, il docufilm che racconta come evitare la catastrofe ecologica

    • Un emozionante viaggio intorno al mondo per scoprire le minacce che oggi incombono su ecologia e società e, soprattutto, come evitarla

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    (Rinnovabili.it) – Consumiamo più di quanto abbiamo bisogno e oltre la capacità di recupero del pianeta. Inquiniamo l’ambiente, sfruttiamo gli esseri viventi, ipotechiamo il futuro delle prossime generazioni. La crisi ecologica, economica e sociale che caratterizza questi anni, nel 2012 ha spinto 22 ricercatori provenienti da quindici istituzioni scientifiche internazionali a elaborare delle previsioni a lungo termine, annunciando la possibile scomparsa di una parte dell’umanità da qui al 2100.

     

    È da questo allarmante rapporto, in un certo senso che nasce l’idea di girare Diman (Domani), docufilm del 2015 che in questi giorni nelle sale cinematografiche italiane. Ma l’approccio scelto dai due registi, Cyril Dion e Mélanie Laurent è diverso da quello di inermi spettatori della catastrofe che verrà. Dion e Laurent rincorrono la crisi – quella ecologica ma anche quella socioeconomica – la affiancano e la superano, regalandoci la speranza di un futuro diverso.

     

    Diman, il docufilm che racconta come evitare la catastrofe ecologica

     

    Il film racconta un viaggio, quello dei due registi francesi, assieme ad una troupe di quattro persone per svolgere un’inchiesta in dieci paesi del mondo e scoprire che cosa potrebbe provocare questa catastrofe, ma soprattutto come evitarla.  Durante il tragitto, hanno incontrato i pionieri della rivoluzione ecologica, energetica e sociale, documentandone i successi e tracciando un quadro di quello che potrebbe essere il mondo di domani: dalla scrittrice Vandana Shiva al giurista Olivier de Schutter, dall’ingegnere energetico Thierry Salomon all’agricoltore filosofo Pierre Rabhi, dall’economista Bernard Lietaer all’architetto Jan Gehl.

     

    In 118 minuti “Domani” mostra in maniera semplice ed immediata le soluzioni già implementate in tutto il mondo, a volte da semplici privati cittadini, a volte da collettivi, che non hanno atteso che la soluzione alla crisi venissi dall’alto.  E in pochissimo tempo il documentario di Cyril Dion e Mélanie Laurent, è diventato un piccolo caso internazionale, dimostrazione di come il cinema possa a tutti gli effetti assolvere una funzione educativa e politica importante. Chiarezza circa l’analisi prove, i risultati presentati esperienze o iniziative eloquenti stanno trasformando il film in un manifesto di gioia e di speranza. “Il nostro obiettivo era quello di dimostrare come sia possibile considerare nuove forme di organizzazione della società, ricordandoci che tutto è collegato“, riassume Dion: agricoltura, energia, economia, democrazia e istruzione.

     

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