• Articolo Tokyo, 28 febbraio 2012
  • Architettura lillipuziana

    Edifici bonsai da salotto

  • La tecnica bonsai sposa l’architettura, grazie all’artista giapponese Takanori Aiba e ai suoi edifici in miniatura

(Rinnovabili.it) – Avete mai pensato che dietro un bonsai c’è tutt’altro che una semplice pianta in miniatura? La tecnica bonsai,  d’origine cinese e in seguito perfezionata dai giapponesi, rappresenta per gli orientali l’unione della natura con l’arte. Si chiama seishi, ossia l’arte di dare una forma, di coltivare, il praticare le tecniche più svariate sempre nel rispetto della natura. E in questo Takanori Aiba, designer giapponese, è un vero fuoriclasse.

Aiba crea infatti dei bonsai che rappresentano delle vere e proprie opere d’arte, realizzando intorno ai rami e al tronco della pianta degli incredibili edifici in miniatura. Si tratta di una sorta di architettura lillipuziana, nata dall’immaginazione del loro creatore, ma talmente perfetta da sembrare la copia di edifici reali. Aiba utilizza per le sue creazioni materiali comuni come rame, stucco epossidico, plastica, resina e terracotta, per costruire su ogni ramo balconi, ponti, torri in modo così dettagliato da sembrar veri.

I diorami, ispirati alla forma dell’albero, sono fatti in modo tale da creare due paesaggi, uno verticale ed uno orizzontale, con la possibilità di sbirciare tra i diversi piani. All’artista occorrono dai tre mesi a un anno per completare queste straordinarie opere d’arte, che sono esposte esclusivamente in Giappone, tra questi l’Hotel de Michelin visibile nel suo ristorante di Tokyo. “Se esplorate ogni piccola parte dei miei lavori, troverete storie incredibili e alcuni personaggi unici “, ci tiene a sottolineare Takanori Aiba, che aggiunge “La densità della decorazione e le storie di mie opere contengono tempi straordinari e gli spazi che si differenziano dal mondo bonsai in quanto determinati dalla fisiologia delle piante”.