• Articolo Londra, 9 ottobre 2015
  • Un progetto che ci fa riflettere sul nostro rapporto con il denaro

    Sgabelli di soldi, quando l’ecodesign si fa prezioso

  • La designer londinese Angela Mathis ha creato la linea di sgabelli di ecodesign “Value”, realizzati con le banconote di diversi stati dismesse e triturate

Sgabelli di soldi, quando l’ecodesign si fa prezioso

 

(Rinnovabili.it) – Il progetto si chiama “Value” e nasconde un’anima davvero preziosa; i semplici sgabelli dalla seduta quadrata sono rivestiti di soldi. Infatti la carta riciclata che rende “di valore” questi mobili di ecodesign è ottenuta da banconote ritirate dalla circolazione, che la designer londinese Angela Mathis ha deciso di trasformare in complementi di arredo ecologici e divertenti, dall’aspetto colorato e scintillante.

 

Sgabelli di soldi, quando l’ecodesign si fa preziosoLa vita di una banconota è piuttosto breve; dopo 18 mesi in cui passa di mano in mano viene ritirata dalla circolazione e distrutta per essere rimpiazzata da sorelle più giovani. Perché invece di incenerire tutta questa carta non le diamo una seconda vita? Così è nato il progetto di ecodesign che tritura le vecchie banconote e ne fa un rivestimento per mobili ecosostenibili.

 

Avevamo già visto qualcosa  di simile con la Billion Euro House, la casa sostenibile interamente realizzata con 1,4 miliardi di vecchi euro. Ogni mattone è realizzato con 50.000 euro di banconote tritate e compresse, in un esempio di riciclo creativo che garantisce ottime prestazioni di isolamento termico ed acustico.

 

La produzione dei mobili di ecodesign fatti di soldi

La designer inglese ha messo a punto il processo per creare un rivestimento tessile dalle vecchie banconote. I soldi americani, europei, inglesi ed indonesiani vengono triturati e ridotti a brandelli, miscelati con acqua ed un legante, schiacciati fino a ricavarne un foglio e trapuntati come un tessuto sulla parte imbottita del mobile. Un progetto che come i suoi predecessori “di soldi”, ironizza sul culto del denaro e ci fa riflettere – parafrasando Alanis Obomsawin, una delle più importanti registe canadesi di documentari – sul fatto che non abbiamo bisogno di tagliare fino all’ultimo albero e di inquinare l’ultimo corso d’acqua per capire che non possiamo mangiare banconote. Per questo eliminare il più possibile le valute cartacee e dare una seconda vita a quelle dismesse è un gesto rispettoso dell’ambiente, che ci spinge verso uno stile di vita ecocompatibile.

 

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