• Articolo Washington, 23 novembre 2012
  • Potenziali applicazioni nella purificazione dell'acqua e nella sterilizzazione degli strumenti medici

    “Solar steam” e anche l’acqua fredda evapora

  • Gli scienziati della Rice University hanno svelato una nuova tecnologia che utilizza nanoparticelle metalliche per convertire l’energia solare direttamente in vapore

(Rinnovabii.it) – La nanotecnologia viene ancora una volta incontro alla ricerca solare e stavolta per un progetto che ha quasi dell’incredibile. Un team di scienziati della Rice University ha messo a punto un impianto per lo sfruttamento dell’energia solare in grado di ottenere vapore anche dall’acqua apparentemente non in ebollizione. In realtà, il fenomeno avviene ma si verifica su una scala nanometrica invisibile all’occhio umano.

 

Il segreto risiede nell’uso di minuscole particelle di metallo che sono state impiegate dai ricercatori per migliorare l’efficienza del processo di evaporazione: riscaldate alla luce del sole queste nanoparticelle aumentano in maniera repentina la loro temperatura raggiungendo i 100 °C. In questo modo, se immerse in un liquido (anche gelato), intorno alla superficie di ciascuna particella si forma velocemente del vapore. La tecnologia del “vapore solare”, spiegano i ricercatori, ha un’efficienza del 24%, che secondo il tema poterebbe ulteriormente migliorata. Secondo Naomi Halas e Peter Nordlander, gli scienziati a capo della ricerca, è ancora presto per prevedere delle possibili applicazioni in campo termodinamico; per ora il vapore solare ha mostrato delle potenzialità in campo della sicurezza idrica, in particolare nelle aree più povere del mondo in via di sviluppo, dove potrebbe portare ad efficienti dispositivi per la potabilizzazione delle acque e la sterilizzazione degli strumenti medici.