• Articolo Roma, 19 giugno 2012
  • Gli obiettivi sono innovazione, efficienza energetica e benefici ambientali

    ABI: dalla Green Economy la crescita dell’Italia

  • Per il settore bancario, l’arrivo dei nuovi decreti ministeriali sulle rinnovabili porterà buone opportunità di finanziamento in un comparto anticiclico rispetto alla crisi

(Rinnovabili.it) – Ammonterebbero a oltre 20 miliardi di euro gli impegni di finanziamento che le banche italiane e straniere operanti nel nostro Paese avrebbero assunto nel comparto delle energie rinnovabili nel periodo 2007-2011. È questo il dato che emerge dall’indagine che ha condotto l’Osservatorio Rinnovabili dell’Associazione Bancaria Italiana (ABI), che è stato presentato oggi al Forum Green Energy, l’evento organizzato proprio dall’ABI e quest’anno incentrato su “Green Energy 2012: nuova energia alle energie rinnovabili”. L’interesse con cui il settore bancario guarda alle rinnovabili è legato alle opportunità di finanziamento che potrebbero essere aperte dai nuovi decreti ministeriali, di prossima approvazione.

I nuovi decreti ministeriali sulle rinnovabili – si legge in una nota stampa dell’ABI – rappresentano un compromesso tra diverse esigenze: da un lato, la necessità di ridurre l’onere sulla bolletta elettrica degli incentivi alle energie rinnovabili e tenere maggiormente sotto controllo la spesa complessiva; dall’altro, continuare a sviluppare le energie rinnovabili favorendo il raggiungimento degli obiettivi europei al 2020”. La green economy, infatti, è per l’ABI un comparto su cui è necessario puntare per far ripartire la crescita nel nostro Paese. Anticicliche e in controtendenza rispetto alla congiuntura economica poco favorevole di questi ultimi anni, le rinnovabili hanno oltretutto registrato un forte incremento: secondo i dati diffusi dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE), in solo un anno la produzione lorda complessiva sarebbe passata dai 76.000 GWh del 2010 agli 84.000 GWh del 2011. Oltre ai decreti, le banche guardano con soddisfazione anche al Fondo Kyoto, che può essere un altro utile strumento per stimolare la domanda di innovazione e di efficienza energetica e rimettere in moto l’intero comparto industriale.