• Articolo Milano, 1 marzo 2013
  • Due studi presentati stamane

    Il XIII Osservatorio Utilities

  • Accenture-Agici Finanza d’Impresa ha presentato il XIII Osservatorio Utilities comporto da due studi di settore

(Rinnovabili.it) – E’ stato presentato stamane a Milano il XIII Osservatorio Utilities Accenture-Agici Finanza d’Impresa.

Due studi hanno offerto un panorama completo che ha saputo descrivere il lato economico ed energetico della crescita italiana nel 2012. Il primo studio, che ha analizzato i risultati del settore utility nel 2012 in Italia e in Europa, ha messo in evidenza i buoni i risultati raggiunti dei grandi gruppi energetici europei, affermando che le utilities reagiscono meglio alla crisi rispetto ai gruppi singoli.

 

Nel secondo studio Accenture e Agici hanno elaborato un nuovo modello analitico per definire il mix energetico ottimale entro il 2020 a livello EU 27 definendo i fattori critici di successo e le tecnologie sulle quali sarebbe vantaggioso investire per raggiungere un “high performance power generation”. Le rinnovabili e fonti energetiche a basso impatto ambientali, dice lo studio, saranno le protagoniste delle nuove politiche energetiche andando a dominare per il 60% l’intera produzione elettrica (circa 2,190 TWh) contro una produzione del 36,1% (circa 1,300 TWh) derivante da carbone e gas naturali.

Grazie alle fonti energetiche rinnovabili le stime rivelano che al 2020 verranno prodotti ,297 TWh (+15 punti percentuali rispetto al 2010) distribuite tra idroelettrico (11.9% del totale di energia elettrica prodotta), biomasse (6,5%) eolico onshore (11.2%, eolico offshore (3,7%) solare fotovoltaico (2,4%), geotermale (0,3%).

Le sfide che il comparto ha affrontato negli ultimi 5 anni sono quelle che dovrà affrontare anche fino a al 2020, ovvero  un incremento della quota  delle rinnovabili nel fuel mix, l’evoluzione in ottica “portfolio” dei programmi di engineering & construction, lo sviluppo della generazione distribuita, l’acquisizione di nuovi requisiti per la generazione da fonti fossili. Partendo da questi elementi la ricerca evidenzia quali siano i fattori tecnologici di successo su cui far leva per indirizzare gli obiettivi di optimal fuel mix nei prossimi 7 anni:

Analytics : modelli e soluzioni tipicamente utilizzati nel settore retail per analizzare in maniera predittiva le esigenze ed i criteri di acquisto dei consumatori rappresenteranno anche per le società di generazione elettrica una grande opportunità per migliorare l’efficienza operativa. Ad esempio per gli operatori di energie rinnovabili non programmabili, queste soluzioni potranno consentire un’adeguata previsione della produzione e quindi di limitare il più possibile gli eventuali oneri di sbilanciamento.

Internet delle cose: per reagire alle fluttuazioni della domanda e dell’offerta di energia rinnovabille sarà necessario avere impianti distribuiti sul territorio automatizzati e flessibili dotati di soluzioni di monitoraggio e controllo continuo. Tali soluzioni tecnologiche saranno un valido supporto decisionale per definire in tempo reale gli opportuni flussi di attività tra le varie unità organizzative dell’azienda, a livello centrale e periferico, che collaborino in maniera dinamica ad una gestione efficiente delle attività di operations & maintenance.

Mobility: i team distribuiti sul territorio possono avere a disposizione in tempo reale tutte le informazioni per decidere ed attivare opportunamente le più efficaci azioni di controllo e manutenzione degli impianti.

La combinazione di queste soluzioni permetterà agli operatori di indirizzare opportunamente l’ evoluzione in ottica “portfolio” dei nuovi programmi di E&C (engineering & construction) e quindi di gestire efficacemente il budget, i tempi e la qualità delle realizzazioni dei nuovi impianti.