• Articolo Roma, 6 marzo 2017
  • Sistemi di accumulo e auto elettriche, l’innovazione è su Radio 1

  • Cosa cambia nel modo di accumulare energia? E che ruolo avranno le auto elettriche? Queste le domande al centro della puntata di oggi di Eta Beta

Sistemi di accumulo e auto elettriche, l’innovazione è su Radio 1

 

(Rinnovabili.it) – Come si sta evolvendo il mondo delle energie rinnovabili? Cosa cambia nel modo di accumulare energia? E che ruolo avranno le auto elettriche? Sono le domande al centro della puntata odierna di Eta Beta, il programma quotidiano di Radio 1 condotto da Massimo Cerofolini dedicato ai fermenti innovativi che investono la società, dal web all’economia, dal tempo libero alla cultura. Innovazioni che stanno disegnando il futuro prossimo e che Eta Beta è andata a scoprire con l’aiuto del direttore di Rinnovabili.it Mauro Spagnolo.

 

Dall’EV all’utenza domestica (e ritorno)

“Il mondo delle rinnovabili sta correndo – introduce Mauro Spagnolo –  Per quanto riguarda lo sviluppo tecnologico si va in direzione di una maggiore efficienza e, in parallelo, di un sensibile abbattimento dei costi. In particolare molti investimenti sono focalizzati sui sistemi di accumulo”.

Una delle chiavi di volta in questo comparto è l’utilizzo delle auto elettriche. La batteria dell’EV può accumulare energia prodotta da fonti rinnovabili domestiche, e restituirla nei periodi in cui gli impianti eolici o fotovoltaici non sono in funzione. I big del settore sono già all’opera. Parliamo ad esempio di xStorage di Nissan: la casa automobilistica ha messo a punto un accumulatore bidirezionale di energia residenziale, progettato per essere il più conveniente sul mercato con una capacità di 4,2 kWh e un prezzo di 4mila euro chiavi in mano. Una competizione diretta con un altro gigante come Tesla, con la sua  PowerWall e una capacità di 6,4 kWh ad un prezzo di un quarto più basso (ma non comprende l’istallazione).

Una realtà anche per l’Italia, dove solo un’auto su 10mila è immatricolata come elettrica e i punti di ricarica non superano quota 2.500? “Abbiamo tutti i presupposti per superare questo nostro gap culturale – commenta Spagnolo – Penso ad esempio alla penetrazione della telefonia mobile, ma anche del fotovoltaico: arriviamo tardi, ma sappiamo recuperare in fretta terreno”.

 

Sistemi di accumulo e auto elettriche, l’innovazione è su Radio 1

Le eccellenze italiane

D’altronde l’ingegno italiano è ben presente in questo settore. La startup Green Energy Storage, ad esempio, sta per portare sul mercato la “batteria al rabarbaro”: la prima batteria di flusso organica che impiega chinoni, piccole molecole organiche a  base di carbonio con il compito di immagazzinare energia e molto simili a quelle presenti nella pianta del rabarbaro. “Il nostro obiettivo – spiega ai microfoni di Eta Beta Salvatore Pinto, a capo del progetto – è portare a 200 dollari il costo al kWh entro il 2020. A Milano abbiamo già presentato il primo prototipo domestico”.

Altro caso italiano è CalBatt, una società spin-off dell’Università della Calabria. La sua tecnologia permette di realizzare sistemi di energy management realmente intelligenti in grado di gestire in maniera ottimale l’accumulo in condizioni operative reali, massimizzando la vita della batteria e riducendo al minimo le perdite di energia. Il risultato? I test sperimentali hanno certificato un +15% nell’efficienza reale del sistema di accumulo.

 

La chiave dell’integrazione

Allargando lo sguardo al di là delle utenze domestiche, l’innovazione passa anche dall’integrazione intelligente. Ne è un esempio la prima turbina eolica dotata di impianto idroelettrico ideata dalla Max Boegl Wind e dalla GE Renewable Energy. Alla base dell’aerogeneratore si trova la vera innovazione: un serbatoio d’acqua collegato ad un bacino posizionato ad un dislivello inferiore. Quando è necessaria l’elettricità, l’acqua scorrerà naturalmente dal serbatoio della turbina all’impianto idroelettrico a valle. Al contrario, quando la produzione supererà la domanda, l’elettricità eolica servirà a pompare l’acqua nuovamente sotto il generatore, che agirà dunque come una batteria gigante.

 

ASCOLTA QUI IL PODCAST DELLA PUNTATA DI ETA BETA

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