• Articolo Roma, 22 dicembre 2017
  • Accumulo energetico domestico, Italia davanti alla Germania nel 2021

  • Il Bel Paese potrebbe essere sulla buona strada per divenire il mercato numero uno in Europa per i dispositivi di storage “dietro il contatore” . Lo suggerisce la nuova ricerca di EASE

Accumulo energetico domestico

 

Il fotovoltaico residenziale spinge l’accumulo energetico domestico

(Rinnovabili.it) – Il mercato europeo numero uno per l’accumulo energetico domestico? Oggi, senza dubbio, la Germania. Assieme ai mega impianti di stoccaggio australiani e californiani e al settore cinese delle batterie per auto elettriche, le soluzioni tedesche di piccola e media taglia rappresentano uno dei grandi protagonisti dell’energy storage mondiale.

Già alla fine del 2015, prima di molti altri paesi, la Germania aveva installato 67 megawatt di accumulo sotto la spinta della riduzione degli incentivi alle rinnovabili. Oggi può godersi una leadership indiscussa per quel comparto dell’accumulo definito “behind the meter”, letteralmente “dietro il contatore”. Il termine sta indicare tutte quelle soluzioni energetiche, come ad esempio un impianto fotovoltaico con accumulo, che tolgono i consumi dalla rete elettrica portandoli, per l’appunto, dietro il contatore.

 

 

 

A se è vero da un lato che quello tedesco è oggi il mercato più attraente e vivace per l’accumulo energetico domestico, lo è anche dall’altro la crescita dei diversi competitor che aspirano al trono. Secondo il report Il monitoraggio del mercato europeo dello stoccaggio energetico, redatto da Delta-ee per conto della European Association for Storage of Energy (EASE), l’Italia potrebbe presto rubare lo scettro teutonico. Secondo gli analisti, infatti, le installazioni italiane “dietro al contatore” sono destinate a crescere rapidamente e per il 2021 potrebbero superare quelle della Germania.

 

Il mercato dell’accumulo energetico residenziale sarà guidato per lo più da sussidi locali e dalla crescita del segmento fotovoltaico su piccola scala. In Italia questo significa, per ora, le detrazioni Irpef al 50% per l’acquisto e installazioni di batterie da integrare a impianti fotovoltaici e alcune misure di supporto regionale, come l’ultimo bando della Regione Lombardia.

In questo stesso contesto sta iniziando a decollare anche il mercato del Regno Unito, seppure con costi più elevati.

 

Se il fotovoltaico con accumulo è la forza trainante dell’energy storage in Germania, Italia e UK, nel nord Europa, invece, la maggiore crescita si avrà sui sistemi di stoccaggio commerciali e industriali, assieme al segmento delle batterie per auto elettriche (vero fulcro nei Paesi come l’Irlanda e la Norvegia)

“La Germania rimane il mercato chiave in Europa per lo stoccaggio a batterie, ma assistiamo a una rapida crescita in altri paesi”, afferma Valts Grintals, Energy Research Research Manager di Delta-ee. “È un momento entusiasmante per l’industria dello storage, con costi in calo, una crescente consapevolezza dei clienti e nuove proposte che entrano nel mercato. Mentre l’attenzione generale si concentra sulle batterie, la nostra ricerca mostra anche come lo stoccaggio termico abbia un significativo potenziale ancora non sfruttato”.

 

>>Leggi anche Sistemi di accumulo, economici per il fotovoltaico domestico dal 2017<<

Un Commento

  1. Giulio Maurizio Panc
    Posted dicembre 30, 2017 at 1:01 pm

    Da poco ho rifatto il tetto nella mia casa indipendente, in Sicilia, a Patti (Me).
    Non ho impiantato il tetto fotov. perché ancora in Italia non c’è la possibilità
    di staccarsi dalla rete energetica nazionale, pur avendo l’intenzione di acquistare
    le batterie di accumulo, il fotov. e il mini eolico.
    L’unico modo per incentivare i privati, è quello di renderli totalmente autonomi,
    senza dover più pagare la rete nazionale, che a questo punto diventa solo
    una tassa esosa ed inutile.
    Una garanzia di 10 anni di tutto il pacchetto sopra detto, sarebbe per me
    un motivo valido all’acquisto immediato. Attendo di essere contattato su questa richiesta
    Grazie, Giulio Maurizio Pancaldo.

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