• Articolo Canberra, 8 aprile 2019
  • Accumulo idroelettrico, 22mln di GWh ancora da sfruttare

  • Uno studio dell’Australian National University ha identificato 350 mila possibili località in cui costruire centrali idroelettriche a ciclo chiuso per lo stoccaggio delle rinnovabili non programmabili

idroelettrico a pompaggio

L’accumulo idroelettrico tramite stazioni di pompaggio è attualmente il metodo più economico per conservare le fer

(Rinnovabili.it) – In tutto il mondo esistono 530 mila potenziali siti adatti all’accumulo idroelettrico a ciclo chiuso dell’elettricità rinnovabile per una capacità di stoccaggio stimata di 22 milioni di GWh. Il dato emerge da una ricerca del RE100 Group, in coordinamento con la Australian National University (ANU).

 

L’hydrostorage attualmente è il sistema più economico e usato per conservare l’energia prodotta da fonti rinnovabili: gli impianti a pompaggio rappresentano il 97% dello storage elettrico a livello mondiale; solo il Italia, nel 2016, venivano accumulati 2 TWh di energia annui. Il sistema consiste semplicemente nel pompaggio di acqua da un bacino in basso verso uno posto più in alto; l’energia immagazzinata viene poi recuperata facendo ripassare l’acqua attraverso una turbina.

 

pompaggio idroelettrico

 

La produzione non continua di energia da parte di fonti rinnovabili come solare ed eolico, che dipendono da condizioni variabili, richiede sistemi di stoccaggio per garantire la stabilità della rete elettrica nei momenti di maggiore apporto. I ricercatori dell’ANU hanno sfruttato dati raccolti con un geographic information system (sistema informativo geografico o anche sistema informativo territoriale) per disegnare una mappa dei siti potenzialmente sfruttabili per lo stoccaggio di energia elettrica.

 

Le località identificate sono al di fuori dei parchi nazionali e per lo più a circuito chiuso (non sul fiume). Ogni sito identificato comprende una coppia di serbatoi (uno superiore, l’altro inferiore) oltre un ipotetico percorso di galleria e include dati come latitudine, longitudine, altitudine, pendenza, volume e area d’acqua, volume della roccia, lunghezza della diga, rapporto acqua/roccia, potenziale di accumulo di energia e costo relativo approssimativo.

 

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Secondo i ricercatori dell’ANU; il potenziale di stoccaggio di 22 milioni di GWh è circa 100 volte superiore a quello necessario per la costruzione di una rete elettrica mondiale adatta alle caratteristiche della produzione da rinnovabili.

 

La mappa messa a punto dagli studiosi australiani permette a chiunque di ottenere informazioni dettagliate sull’accumulo idroelettrico a pompaggio: basta cliccare sulla mappa interattiva per scoprire le potenzialità di stoccaggio di dozzine di località, ordinate per dimensioni e costo oppure per avere dettagli tecnici riguardo la struttura da realizzare.

Una traccia più che una mappa vera e propria: gli autori della ricerca precisano infatti che nessuno dei siti PHES censiti è stato oggetto di studi geologici, idrologici, ambientali, del patrimonio. Anche la fattibilità commerciale per lo sviluppo di questi siti è sconosciuta; mentre non sono state condotte indagini sulla proprietà fondiaria a parte l’esclusione di alcune aree ambientali e aree urbane.

 

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