• Articolo Roma, 11 ottobre 2017
  • Da Microsoft a Google, come le aziende tecnologiche diventano verdi

  • L’accordo stretto dalla Microsoft, per comprare l’energia eolica del parco di Tullahennel, è solo l’ultimo esempio di una lunga lista di aziende che hanno accettato le rinnovabili nel proprio business

aziende tecnologiche

 

Gli strumenti verdi delle aziende tecnologiche

(Rinnovabili.it) – Il 9 ottobre 2017, Microsoft ha siglato un accordo con General Electric per acquistare tutta l’energia prodotta da una nuova centrale eolica in Irlanda e destinarla all’alimentazione dei suoi servizi cloud computing. Ma il parco di Tullahennel, nella Contea di Kerry, non è un impianto eolico come gli altri: ogni turbina sarà dotata di una batteria per accumulare il surplus elettrico e compensare i cali di produzione. Una novità che in Europa si è vista per ora, solo in un altro caso: la wind farm di Burbo Bank. In base al nuovo accordo, gigante informatico acquisterà, ad un prezzo fisso per i prossimi 15 anni, tutta l’energia della centrale irlandese da 37 MW, con la possibilità di rivendere alla rete le eccedenze. L’impianto utilizzerà anche la tecnologia Digital Wind Farm di GE, che rende ancor più affidabile la produzione: ogni turbina è accoppiata alla rete dell “internet industriale” (Industrial Internet), termine che indica l’integrazione di una macchina fisica complessa a una rete di sensori e a un software.

 

L’impresa fondata da Bill Gates, mostra di saper ancora guardare lontano, sfruttando uno degli ultimi strumenti del mercato,  quali i contratti PPA – power purchase agreement, per garantirsi un posto di primo piano nella green revolution delle aziende tecnologiche. Microsoft è, infatti, solo l’ultimo esempio di società multinazionali che in questi anni hanno fatto delle energie rinnovabili uno degli elementi chiave del proprio business e che oggi scelgono i power purchase agreement per accelerare la corsa.

 

Google si è posta l’obiettivo di essere al 100% rinnovabile entro la fine di quest’anno. Questo significa che tutta l’elettricità consumata nei suoi centri dati e nei suoi uffici proverrà, in maniera diretta o indiretta, da sole e vento. L’ultimo progetto a contribuire alla strategia di big G è frutto del suo terzo accordo PPA europeo, firmato con Eneco, uno dei principali fornitori di elettricità olandesi: il nuovo centro dati di Google a Eemshaven, nei Paesi Bassi, sarà alimentato dal più grande parco solare del paese, a Delfzijl, vicino Eemshaven.

 

Non è da meno Facebook che ha annunciato la settimana scorsa i piani per un nuovo data center in Virginia che verrà alimentato dagli impianti fotovoltaici della statunitense Dominion Energy. Il Business Renewables Center del Colorado, che monitora gli accordi verdi delle aziende tecnologiche in USA e Messico, rivela che, solo quest’anno le società, da Amazon ad Apple, hanno firmato accordi per oltre 2 GW di nuova potenza rinnovabile.

 

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