• Articolo Lawrence, 15 marzo 2018
  • Batteria di flusso bromo-idrogeno, è arrivata la svolta?

  • Un team di ingegneri chimici è al lavoro per risolvere l’ultimo grande ostacolo all’entrata sul mercato della tecnologia al bromuro di idrogeno

Batteria di flusso bromo-idrogeno

 

Le ultime novità sulla batteria di flusso bromo-idrogeno

(Rinnovabili.it) – Lavorare 7 anni su un progetto, nato da un’idea degli anni ’60, senza riuscire a raggiungere l’obiettivo finale, potrebbe essere abbastanza frustrante. Non per Trung Van Nguyen, professore di ingegneria chimica all’Università del Kansas, che porta avanti il sogno di realizzare una batteria di flusso bromo-idrogeno su scala industriale fin dal 2010. Oggi lo scienziato e il suo team sono pronti a scommettere di aver in mano la svolta che porterà questa tecnologia di accumulo sul mercato. Il punto clou delle ricerche è uno solo: riuscire a creare il giusto catalizzatore, l’elemento deputato ad accelerare le reazioni chimiche.

 

Per capire di cosa si tratti è necessario fare qualche passo indietro. Le batterie di flusso sono dispositivi d’accumulo ricaricabili in cui gli elettroliti – contenenti elementi chimici elettroattivi – vengono pompati da serbatoi esterni ai due elettrodi della cella elettrochimica. Questi dispositivi vantano cicli di carica-scarica decisamente superiori alle altre batterie ricaricabili e contengono elementi economici e facilmente reperibili, come i chinoni e il bromuro di idrogeno. Il problema principale però è legato proprio al bromuro di idrogeno, o più precisamente al reperimento di un catalizzatore in grado di accelerare efficacemente le reazioni sul lato dell’idrogeno e di fornire una maggiore produzione, sopravvivendo all’estrema corrosività del sistema.

 

>>Leggi anche Rinnovabili: è tedesca la batteria di flusso redox più grande al mondo<<

 

Ora, con i nuovi fondi messi a disposizione da una società privata chiamata Proton OnSite, Nguyen è convinto di avere la soluzione in mano.“Siamo vicini ad una vera svolta”, spiega lo scienziato. “Abbiamo bisogno di un catalizzatore duraturo, qualcosa che abbia la stessa attività del miglior catalizzatore esistente, ma che possa sopravvivere a questo ambiente. Il nostro materiale precedente non aveva un’area sufficiente per fornire abbastanza potenza. Ma ho continuato a lavorare su questo catalizzatore in rodio solfuro e ritengo che abbiamo trovato un modo per aumentare la superficie […] potremmo pubblicarlo in tre o sei mesi”.

 

I risultati del lavoro verranno presentati all’incontro della Electrochemical Society di Seattle a maggio. Secondo i ricercatori la nuova batteria di flusso bromo-idrogeno potrebbe arrivare presto sul mercato, ridimensionata in taglia MW. Unico avvertimento: potrà essere utilizzata solo in siti industriali remoti, dove la grandezza di questi dispositivi non rappresenti un problema.

 

>>Leggi anche Batteria flusso organica, sul mercato grazie a start up italiana<<

2 Commenti

  1. Powergenio
    Posted marzo 15, 2018 at 3:08 pm

    Ci stiamo lavorando da tempo e cominciamo vedere i primi risultati positivi , purtroppo occorrono capitali per ricerca e sviluppo che si fa fatica ad trovare finanziamenti.
    Sono interessato ad avere ulteriori informazioni

  2. Fabio Ridolfi
    Posted aprile 10, 2018 at 3:18 pm

    A che livello di energia per chilogrammo di peso sono arrivati?

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