• Articolo New York, 18 dicembre 2018
  • Le batterie al litio semisolide di 24M battono la concorrenza

  • Con una densità energetica superiore a quella oggi sul mercato e bassi costi, la startup americana è sicura di aver raggiunto il punto di svolta. Le prime batterie in vendita nel 2020

batterie al litio semisolide

 

Raccolti 22mln per realizzare il primo impianto produttivo di batterie a litio semisolide

(Rinnovabili.it) – Nel 2010, due scienziati del MIT hanno aiutato l’industriale Throop Wilder a fondare 24M con la promessa di produrre la nuova generazione dell’energy storage. Otto anni dopo le loro batterie al litio “semisolide” sono ancora in laboratorio, ma non vi resteranno per molto. La startup ha, infatti, raccolto i primi importanti finanziamenti industriali: 22 milioni di dollari – forniti dai colossi giapponesi Kyocera Group e Itochu – che serviranno a sviluppare un piccolo impianto commerciale. L’obiettivo? Portare sul mercato la loro invenzione entro il 2020, continuando la ricerca per migliorarne le prestazioni.

In realtà, la società può contare già oggi su una densità energetica importante, ottenuta a prezzi contenuti. I circa 280-300 Wh su kg registrati dal prototipo della 24MW superano i 250 Wh / kg vantati dalla maggior parte delle batterie di fascia alta attualmente in vendita. Ma la compagnia sta lavorando a un diverso percorso tecnico che potrebbe creare batterie agli ioni di litio in grado di raggiungere densità di energia prossime ai 500 Wh / kg.

 

>>Leggi anche In Germania le batterie solari entrano nel mercato del bilanciamento<<

 

L’innovazione sfornata dalla startup statunitense è mix tecnologico che combina le migliori caratteristiche delle batterie convenzionali, a quelle delle celle a combustibile e delle batterie di flusso. Un elettrodo semisolido rimpiazza quello tradizionale e permette di sfruttare un diverso design interno che riduce – a detta dell’azienda – circa l’80% del materiale inattivo come rame, alluminio e plastica.

 

Le batterie al litio semisolide di 24M battono la concorrenza

 

Inoltre la 24MW utilizza lo stesso elettrolita come solvente per depositare l’ingrediente attivo sui lati positivi e negativi della batteria, tagliando di netto tutta una serie di fasi standard del processo di produzione. L’approccio, spiegano gli inventori, permette di ridurre i costi di fabbricazione di un buon 50%.

L’iniziale mercato di riferimento per le batterie di 24M sarà quello dei veicoli elettrici, ma l’azienda non ha escluso che la sua tecnologia possa rivelarsi utile anche all’accumulo di rete.

 

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