• Articolo Berlino, 24 giugno 2015
  • Tra le righe delle dichiarazioni di Sigmar Gabriel

    Berlino potrebbe pagare l’industria del carbone per riconvertirsi

  • Doveva essere un aumento di tasse per favorire la chiusura degli impianti a carbone inquinanti. Ora rischia di trasformarsi in un sussidio pubblico

Berlino potrebbe pagare l’industria del carbone per riconvertirsi-

 

(Rinnovabili.it) – Il ministro dell’Economia tedesco, Sigmar Gabriel, ha confermato che il governo sta cercando di ammorbidire il piano per la riduzione delle emissioni per le centrali a carbone in Germania. Entro il 1 luglio proporrà l’alternativa all’aumento delle tasse per gli impianti più vecchi e inquinanti, come chiesto dalle lobby e dai sindacati. Indiscrezioni di stampa avevano già anticipato questo momento, quello in cui la grande Germania avrebbe chinato la testa agli interessi del settore energetico fossile. Il Paese voleva evitare di mancare i target climatici che si è dato con l’Energiewende, ma si è trovato contro il muro delle imprese e dei lavoratori. Migliaia di impiegati nel settore del carbone hanno manifestato a Berlino ad aprile, per protestare contro i piani dell’esecutivo. I sindacati hanno detto che le misure potrebbero mettere a rischio 100 mila posti di lavoro. Il prelievo immaginato dal governo intendeva costringere gli operatori a tagliare le emissioni, così da impedire che la Germania manchi l’obiettivo di ridurre i gas serra del 40% entro il 2020 rispetto ai livelli del 1990.

 

Berlino potrebbe pagare l’industria del carbone per riconvertirsiTuttavia Sigmar Gabriel, dopo l’insurrezione, si è subito ammansito: durante una conferenza a Berlino, quest’oggi, ha detto che il governo deciderà tra la sua proposta originale e quella suggerita dal sindacato IG BCE: eliminare più gradualmente le vecchie centrali elettriche a carbone e costruire impianti di cogenerazione alimentati a gas. Inoltre, ha chiesto un sostegno finanziario supplementare per centrali termoelettriche a ciclo combinato. A questo punto, Gabriel ha lamentato che ciò si tradurrebbe in un onere per il bilancio federale e in maggiori costi per le famiglie e le piccole e medie imprese. Se però dovesse accettare la proposta, il suo piano di tagli all’industria pesante si tradurrebbe in un sussidio pubblico agli stessi, per una transizione che non è chiaro quando avverrà.

«Con due proposte alternative, siamo in grado di prendere una decisione politica. Sono certo che vi riusciremo nel corso della riunione di consultazione della coalizione del 1 luglio», ha detto il ministro.

Questa dichiarazione ha fatto salire le azioni di RWE – compagnia che ha prodotto il 60% della sua elettricità da impianti a carbone nel 2014 – del 2,1% sull’indice DAX. Quelle della rivale E.ON, che si basa più sul gas e il nucleare, sono calate dello 0,2%.

6 Commenti

  1. Dolphin
    Posted giugno 24, 2015 at 6:57 pm

    possibile che non si accorgono delle variazioni climatiche da 60 anni a questa parte, anche l’uomo della strada se ne accorto, o sono troppo impegnati a far soldi da non avere il tempo di guardarsi intorno e in cielo per capire che siamo alla canna del gas, abbiamo lasciato cadere a terra per la nostra scelleratezza, un orologio che era perfetto, ora questo orologio non funziona più bene come prima, prima che si ferma completamente o che si mette a correre all’impazzata bisogna provvedere urgentemente con soluzioni efficienti e non di facciata.Riconvertire le centrali a gas, é sempre una combustione che si compie, quindi emissioni e calore, é solo il male minore, ma non la soluzione del problema. La soluzione é il solare, l’eolico, idroelettrico, il moto perpetuo del mare ecc. Si é vero che i petrolieri non faranno più soldi a vagonate, però salviamo il pianeta e il futuro dei nostri figli e dei nipoti, per i quali se non cambieranno da subito le cose, prevedo un futuro agghiacciante.

    • Rinaldo Sorgenti
      Posted giugno 25, 2015 at 7:35 pm

      Leggendo le considerazioni sopra espresse si ha l’impressione che si prendano le fuorvianti retoriche comunicazioni sui asupposti “Cambiamenti Climatici” come assoluti e mai avvenuti in passato, quando invece la storia dimostra ben altro.
      Sarebbe allora utile un opportuno approfondimento, magari non abbeverandosi solo dalla solite campane stonate.
      Suggerirei un paio di siti per tale approfondimento tecnico e competente:

      http://www.climatemonitor.it;
      http://www.sepp.org;

      Parlare poi di abbandonare le Fonti convenzionali per ipoteticamente andare solo a Rinnovabili è come auspicarsi una “decrescita in-felice”, perchè:

      – 1° non è possibile, perchè le attuali tecnologie (Solare FV, Eolico, ecc. sono intermittenti e NON programmabili),estremamente vulnerabili per una società evoluta.
      – 2° non è affatto auspicabile, visti i costi che tale “politica” hanno comportato nei pochi Paesi avanzati: Germania, Spagna, Italia) che hannno massicciamente finanziato tali impianti, con incentivi faraonici che sono arrivati a pesare il 23% del totale delle Bollette elettriche dei consumatori, in Italia.

      Insomma, bisogna anche in questo caso usare il “buonsenso” 8se ce n’è ancora) ed opportunamente diversificare ed equilibrare il 2MIX delle Fonti” per conservare il benessere raggiunto e riprendere lo sviluppo.
      Poi, se guardiamo ai troppi Paesi sottosviluppati del pianeta, dove almeno un terzo dell’umanità vive in condizioni miserevoli, proprio a causa del non accesso all’energia od a forme moderne e sostenibili d’energia, allora si tratta anche e soprattutto di una priorità morale ed etica.

      • Michele Giostra
        Posted giugno 25, 2015 at 8:28 pm

        Ma questi siti per un “approfondimento tecnico e competente” (è difficile scriverlo rimanendo seri e composti) li finanziate voi di Assocarboni caro vicepresidente Sorgenti o si autofinanziano come fanno i negazionisti dell’olocausto? O forse esiste qualche sito di crowdfunding per chi la spara più grossa?

      • Maria
        Posted giugno 25, 2015 at 8:35 pm

        Rinaldo ma dove vivi???????
        1. Esistono realtà che oggi si alimentano solo con l’energia delle rinnovabili e non parliamo di paesini o isolette sperdute, ma di megalopoli e addirittura nazioni come è successo alla Costa Rica.
        2. Gli incentivi faraonici li hanno sempre presi i combustibili fossili e il carbone è per giunta uno dei prodotti energetici meno tassati al mondo http://www.rinnovabili.it/energia/ocse-tassazione-prodotti-energetici-666/

  2. Rinaldo Sorgenti
    Posted giugno 25, 2015 at 7:43 pm

    Peraltro, saggio pensare a sostituire le vecchie centrali, costruite 40-50 anni con tecnologie arretrate, ma per sostituirle con nuove e moderne centrali che consentono:

    – un drastico aumento dell’efficienza ed un drastico abbattimento delle emissioni in atmosfera, sia quelle nocive (SO2, NOx, Particolato fine) che di GHG (CO2) che, come sappiamo (?) non sono inquinanti ed anzi è un gas fondamentale per la vita sul pianeta!

    Peraltro, la Germania sa bene l’importanza delle produzione elettrica (a condizioni davvero ragionevoli e sostenibili), tanto è vero che sta costruendo nuove e moderne centrali a Carbone (e unità sono state avviate tra la fine 2013 e 2014) e ne sono programmate ben 18 entro il 2018. Loro producono il 47% dell’elettricità da Carbone (circa 280 TWh, contro solo 42 TWh in Italia !!!) e la Germania produce il doppio dell’elettricità rispetto a noi. Però, direbbe quel tale.

    Ma se proprio le dobbiamo “demonizzare”, allora andiamo anche a vedere le emissioni “pre-combustione” della fase di estrazione dei combustibili (Gas Naturale in particolare) dai giacimenti che, stranamente (?), NON sono ne conteggiate ne attribuite ad alcuno. Chissà perchè???

  3. Francesco
    Posted giugno 25, 2015 at 11:26 pm

    Michele hai perfettamente capito l’identità di chi scrive follie che pensavamo ormai albergare soltanto tra i mandriani repubblicani negli USA o tra i canguri d’Australia. Rinaldo è un simpatico lobbista fuori dal tempo, che passerà come passeranno tutti. A noi spetta di farli passare in fretta, per evitare che le loro brame economiche gravino sulla vita delle prossime generazioni.

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