• Articolo Firenze, 5 dicembre 2016
  • Bio2energy trasforma i rifiuti in ricchezza energetica

  • Presentato a Viareggio il progetto “Bio2Energy”, finanziato dalla Regione Toscana. A partire da fanghi e FORSU produrrà biocarburanti, elettricità e fertilizzanti

Bio2energy trasforma i rifiuti in ricchezza energetica

 

(Rinnovabili.it) – Bioidrogeno, biometano, energia elettrica e fertilizzanti: tutti prodotti da un unico impianto usando come materia prima fanghi e rifiuti organici provenienti della raccolta domestica. In una sola parola Bio2energy. E’ questo infatti il nome del nuovo progetto finanziato dalla Regione Toscana e dedicato a Viareggio. Ideato da Sea Risorse S.p.A. e DIEF-UNIFI (Dipartimento di Ingegneria Industriale Università degli Studi di Firenze) e portato avanti con Publiambiente, Cavalzani Inox, ICCOM-CNR e PIN, Bio2Energy realizzerà un codigestore anaerobico nell’area dell’impianto di depurazione idrica del comune toscano.

 

Primo impianto del suo genere per la Regione, a regime il codigestore permetterà di migliorare la gestione dei rifiuti, tagliando i consumi stessi del depuratore e producendo energia pulita e fertilizzanti “rinnovabili”. Il progetto richiederà due anni di lavori e un investimento di circa 3 milioni di euro, di cui oltre 1,5 milioni finanziato attraverso il bando FAR FAS, che incentiva la collaborazione tra imprese (grandi e Pmi) e sistema della ricerca su progetti di innovazione e competitività.

 

L’obiettivo è creare un sistema efficiente e controllato, che garantisca molteplici benefici. Il macchinario produrrà, a partire a partire da fanghi e frazione organica dei rifiuti (FORSU), biogas e digestato. Dal primo si otterrà bioidrogeno, biometano ed elettricità da immettere in rete, mentre dal secondo – ricco carbonio, azoto e altri nutrienti – un sostituto naturale fertilizzanti chimici convenzionali. “Bio2Energy è il primo progetto a livello internazionale che esporta a scala preindustriale il trattamento di rifiuti organici e la conseguente produzione di biocombustibili utilizzando gli impianti già esistenti dell’area del depuratore di Viareggio (Lucca)”, spiega la Regione Toscana in una nota stampa.  “Il progetto prevede una time line di 2 anni all’interno della quale si collocano diverse fasi: dopo l’avvio dell’iter di gestione del progetto sperimentale con l’implementazione delle attrezzature e l’allestimento del pilota presso l’Università di Firenze (UNIFI/PIN), prende il via la prima fase dei lavori che è in scala pilota, e che precede la scala pre-industriale collocata nel sito del codigestore di Viareggio”. La produzione di bioidrogeno e biometano sarà monitorata in entrambe le fasi, per ottimizzarla. È prevista una disseminazione dei risultati al fine di definire le condizioni ottimali di produzione anche sotto forma di linee guida, per rendere replicabile il progetto in altri siti.

Scrivi un Commento

Il tuo indirizzo Email non verra' mai pubblicato e/o condiviso. I campi obbligatori sono contrassegnati con *

*
*

Puoi usare questi HTML tag e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Current ye@r *