• Articolo Roma, 10 dicembre 2015
  • Agroenergie, dal MIPAAF 300mila euro per le innovazioni tecnologiche

  • Il ministero delle politiche agricole ha indetto una selezione pubblica nazionale per l’erogazione di contributi finanziari a sostegno di progetti di ricerca nel settore agricolo

Agroenergie, dal MIPAAF 300mila euro per le innovazioni tecnologiche

 

(Rinnovabili.it) – L’innovazione tecnologica italiana in campo delle agroenergie vale 300mila euro. E’ questa infatti la cifra stanziata dal nuovo bando Innovagri pubblicato in questi giorni dal Ministero delle politiche agricole. La selezione pubblica nazionale è finalizzata all’erogazione di contributi finanziari a sostegno di progetti di ricerca nel settore agricolo, con riferimento, per l’appunto, al mondo energetico. Le proposte al vaglio del Mipaaf dovranno riguardare tematiche di ricerca su base libera, presentate su iniziativa dei ricercatori e rispondenti alle priorità evidenziate nel Piano di Settore delle Bioenergie.

Tale piano è nato con il preciso obiettivo di definire strategie condivise e individuare idonee politiche legislative, economiche e commerciali a medio e lungo termine a supporto del comparto. Tra i mezzi per rendere ciò possibile il documento redatto prevede anche misure di sostegno adeguate al fine di valorizzare in modo sostenibile – nel medio e lungo periodo – le bioenergie.

 

D’altra parte parliamo di un settore con grandi potenzialità ancora inespresse: le biomasse residuali, sono una risorsa preziosa su cui far affidamento per la produzione di energia, potendo contare su ingenti quantitativi annui potenzialmente disponibili. Lo studio condotto nell’ambito del “Progetto biomasse ENAMA” finanziato dal MiPAAF, ha esaminato il potenziale di alcune tipologie di biomasse, stimando che a livello nazionale se ne producono all’incirca 30 milioni di tonnellate annue, corrispondenti a circa 10 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio. La loro valorizzazione come fonte rinnovabile, oltre ad evitare i notevoli costi e le conseguenze ambientali negative di pratiche non corrette di smaltimento, genererebbe ricadute economiche aggiuntive utili al bilancio di molte aziende oggi in difficoltà.

 

In questo processo, l’innovazione tecnologica riveste un ruolo primario e il bando ministeriale vuole creare un percorso facilitato proprio per questo aspetto. Ai fini dell’erogazione dei contributi possono presentare domanda di finanziamento sia i Dipartimenti o gli Istituti Universitari, gli Enti pubblici di ricerca nazionali, regionali, di province autonome, e di altri enti territoriali, i Consorzi interuniversitari che gli Enti privati che svolgono attività di ricerca non a scopo di lucro. L’importo totale delle risorse destinate al finanziamento dei progetti di ricerca è pari ad 300.000 euro e il contributo è assegnato nella quota del 90% della spesa ammessa ed effettivamente sostenuta e quietanzata. Il contributo massimo concedibile non può, comunque, essere superiore ad euro 150.000.

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