• Articolo Bologna, 15 febbraio 2012
  • Un progetto da completare entro l'anno

    Barbabietole: il potenziale energetico sfiora gli 80 MW

  • Calore ed elettricità prodotti sfruttando il biogas derivante dalla digestione anaerobica dei sottoprodotti zuccherini. Il progetto dell’ANB prevede l’apertura di 8 impianti di biogas entro il 2012

(Rinnovabili.it) – Energia termica ed energia elettrica ottenute dalla barbabietola. Sembra essere questa la nuova frontiera dell’energia green che riconosce all’Italia un potenziale di 60-80 MW di potenza termica e altrettanti in potenza elettrica.

Il progetto di sfruttamento del tubero appartiene all’Associazione nazionale Bieticoltori, che ha intenzione di attivare, entro la fine dell’anno, 8 impianti per la produzione di biogas della potenza di un MW ciascuno localizzati in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.

I tremila bieticoltori associati, che nel complesso coltivano tra i 10 e i 15mila ettari di terreni a barbabietole, ricavano ogni anno dalle 90 alle 140mila tonnellate di polpe surpressate che equivalgono, in termini energetici, ad una capacità di  60-80 MW di potenza elettrica e altrettanti di potenza termica.

“La riforma dell’Ocm zucchero del 2006 ha di fatto determinato la chiusura sul territorio nazionale di numerosi stabilimenti saccariferi, passati da 19 a 4” ha specificato Mario Guidi, presidente dell’Associazione Nazionale Bieticoltori (ANB) con la conseguente cessazione dei sostegni economici nazionali e comunitari spingendo i bieticoltori verso strade alternative alla normale coltivazione e vendita del prodotto, come ad esempio la produzione di biogas.

“Le evidenze scientifiche frutto degli studi che abbiamo commissionato in questi ultimi tempi – spiega il direttore generale dell’ANB, Michele Distefano – affermano che la polpa di barbabietola è idonea alla digestione anaerobica. Se a questo aggiungiamo che il conferimento delle polpe all’impianto di biogas renderà ai bieticoltori 5,9euro/t./bietola, a fronte di 1,6 euro/t/bietola che percepirebbero come compenso di rinuncia, i conti sono presto fatti.” E proprio questa tendenza avrebbe spinto l’ANB ad organizzare il progetto che prevede la costruzione degli 8 impianti di produzione di biogas per digestione anaerobica che, viene specificato nella nota diffusa, non rappresenterebbe un pericolo per la sicurezza alimentare. Le polpe non sono infatti una coltura destinata ad uso energetico, ad alimentare gli impianti sarebbe esclusivamente il sottoprodotto della produzione dello zucchero, evitando così il consumo di suolo agricolo destinato al mercato alimentare.

Ad interessare l’ABN anche lo sfruttamento della barbabietola integrale che, grazie alla collaborazione della BETA (Società italiana per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura), è ormai da tre protagonista di ricerche e analisi che ne stanno valutando il potenziale. “Siamo in una fase sperimentale incoraggiante – affermano dall’Ufficio divulgazione tecnica  – supportata dagli ottimi risultati ottenuti in Germania, dove la barbabietola è la seconda coltura energetica. Se andrà in porto come riteniamo, questo progetto potrà rappresentare un’interessante opportunità per i comprensori esclusi dalla filiera bieticola-saccarifera”.